Keystone / Laurent Gillieron
Il forte di Dailly, fino al 2003 un forte d’artiglieria, è oggi utilizzato come luogo di addestramento della scuola reclute.
Il capo dell’esercito svizzero, Thomas Süssli, sta valutando la rimessa in funzione di alcuni dei forti d’artiglieria disseminati nel Paese, una vecchia arma segreta del periodo della Guerra fredda.
Fino al 2003, l’esercito ha costruito una rete ultrasegreta di bunker equipaggiati con artiglieria pesante che, in caso d’invasione, avrebbe potuto distruggere con facilità le principali tratte stradali e le infrastrutture strategiche, come gli aeroporti. Nel 2018, il Parlamento aveva deciso di smantellare tali fortificazioni che, in un’Europa in pace, sembravano obsolete. Tuttavia, con la guerra in Ucraina, le forze armate hanno fatto dietrofront.
Parlando alla SRF e alla RTS, Süssli ha annunciato che, qualora la situazione dovesse peggiorare, la potenza di fuoco dei bunker potrebbe essere ripristinata, dopo l’approvazione del Parlamento.
L’esercito aveva già deciso di bloccare la vendita dei bunker ad associazioni e privati nel 2023, ma finora le forze armate pensavano soprattutto di riutilizzare queste installazioni come centri di comando o depositi di munizioni, non di riattivare il loro potenziale distruttivo.
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