Nel 2022, a Lucerna ci sono state proteste contro le restrizioni al diritto d’aborto negli Stati Uniti. Keystone / Urs Flueeler
Il Parlamento svizzero ha deciso che, a partire dal 2027, le interruzioni volontarie di gravidanza saranno rimborsate dalla cassa malati. Una scelta che va controcorrente rispetto alla tendenza internazionale, dove l’accesso all’aborto è sempre più ostacolato.
In un momento in cui il diritto delle donne all’autodeterminazione sul proprio corpo è sotto pressione in molte parti del mondo, la Svizzera ha preso una decisione di portata storica: l’aborto sarà gratuito.
La misura, approvata dal Parlamento senza dibattiti accesi, fa parte di una modifica legislativa che prevede, dal 2027, la copertura di tutte le spese mediche da parte delle assicurazioni sanitarie a partire dall’inizio della gravidanza. Questo include anche le interruzioni di gravidanza legali, che in Svizzera possono essere effettuate entro la dodicesima settimana.
Il Tages-Anzeiger parla di una notizia “spettacolare” e cita Stati Uniti, Polonia, Ungheria e Argentina come esempi noti di Paesi dove il diritto all’aborto è oggetto di forti controversie politiche. La copresidente del Partito socialista, Mattea Meyer, ha definito la decisione un “traguardo fondamentale”. Anche il PLR, solitamente contrario a nuove spese per motivi di bilancio, non si è opposto. Uno dei parlamentari contrari all’aborto, Andreas Gafner dell’UDF (Unione democratica federale, partito cristiano conservatore) ha dichiarato di aver perso il termine per presentare una richiesta di discussione.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- L’articolo del Tages-Anzeiger (in tedesco e a pagamento)
La notizia di agenzia su Ticinonews


