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“La strada” da Fellini all’umana interpretazione della Compagnia dell’Orsa

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locandina dello spettacolo teatrale La stradaQuando il teatro regala emozioni, non ci sono cuori ed occhi che possono restare insensibili. Questo è quanto è accaduto al Teatro Excelsior di Reggello (FI), durante la performance della compagnia teatrale dell’Orsa, che ha messo in scena “La Strada” il film del maestro Federico Fellini.

Un’impresa magistrale, diretta da Simona Gonnelli, nei panni di regista, che ha diretto la compagnia in questo viaggio, difficile e allo stesso tempo importante, dedicarsi “anima e core” alla trasposizione teatrale del film Felliniano. Quaranta attori hanno collaborato al buon esito della rappresentazione, imprimendo con dettagli e tagliando silenzi, luci, spazi, alla perfezione.

Il teatro, ha ospitato per ben 5 serate l’evento e in questi giorni, la platea, accorsa dalle varie province toscane ha lungamente applaudito gli attori, i quali ormai non hanno più limiti, poiché anno dopo anno, acquistano esperienza e capacità evolutiva di intercalarsi nelle parti assegnate.

Il verismo espresso dall’attrice Cristina Bigazzi, nella parte della dolce/disgraziata Gelsomina e di Giuseppe Taras nelle vesti di Zampanò, non hanno nulla da invidiare a Anthony QuinnGiulietta Masina.

La Bellezza, l’amore, le follie e la brutalità del folle film di Fellini (Oscar nel 1956), senza esagerare, sono arrivate dirette agli occhi e all’intimo dello spettatore, aggiungendo senza esagerare, l’emozione, che nella visione del film manca.

La pellicola, pur essendo un masterpiece della cinematografia mondiale, onestamente non ci è mai piaciuto, ed è stata più la curiosità a spingere a teatro per vedere come la Compagnia dell’Orsa avrebbe potuto sconvolgere in modo positivo “La strada”. Il risultato è stato oltre le aspettative.

Gli attori non hanno solo recitato, ma si sono immersi a pieno respiro, intercalandosi nel personaggio interpretato, coinvolgendo anche il pubblico, reso così parte attiva.

Le scene, semplici ma creativamente partorite, hanno creato sul palco un tendone circense fatto di fazzoletti intrecciati, e la fantasia di questo gruppo d’attori ha positivamente lasciato a bocca aperta e con una lacrima finale.

“Nulla è su questa terra per caso, e ogni cosa ha un senso, perfino un sasso” questa è una delle perle del “Matto/angelo” Fabio Mazzuoli, poiché agli occhi di Dio tutto ha valore.

Un plauso a questa “piccola/grande” Compagnia, poiché ha saputo con coraggio mettere in scena un intoccabile, rendendo “toccabile” quella drammaticità, fatta di umana essenza e di carezze, illusioni, canzoni, arte, spesso troppo dimenticate, in questo mondo tecnologico.

Annamaria Pecoraro e Roberto Bruno

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