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La satira ed i costumi di un’epoca esaltante

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Nella Torino tra l’Ottocento e il Novecento

Ironia e fantasioso umorismo  nelle caricature di Manganaro e Ansaldi

È stata ospite del Parlamento Subalpino nella sede di Palazzo Carignano di Torino, anche se oggi è solo più un ricordo (ma indelebile), una ricca rassegna di curiose, originali e “stravaganti” caricature di autori arditi (per quei tempi) ma al tempo stesso dotati. Tra questi Antonio Manganaro (1842-1912 di Manfredonia (Foggia); ma ancora più arguti i lavori di Delsani, pseudonimo di Giorgio Ansaldi, operante a Torino tra il 1860 ed il 1920, autore di molti schizzi, prime prove, stampe e manoscritti per dare un’idea più complessa dell’attività di un disegnatore che alternava bozzetti caricaturali a scene di costume, pubblicità di spettacoli a cartelloni per la scuola a illustrazioni di copertine per libri: materiale estremamente eterogeneo. Notevole la produzione di questo autore (considerato dagli esperti il miglior illustratore di rebus): oltre 320 “pezzi”, in gran parte inediti in seguito donati ai suoi eredi; una vera e propria ricchezza di immagini tale da favorire un contributo originale alla storia della grafica, soprattutto della Torino tra l’800 e il ‘900.

Giorgio Ansaldi nasce il 2 marzo 1844 a Mondovì Breo (Cuneo). Trasferitosi successivamente a Torino, frequenta la Regia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri e, giovanissimo, milita nella Guardia Nazionale. Il suo interesse per la satira e la caricatura si manifesta già negli anni in cui è studente liceale: sfogliando i quaderni di appunti si trovano di frequente, tra gli esercizi di algebra e i logaritmi, ritratti caricaturali di compagni di corso e di professori. Nel 1867 Delsani si laurea in Meccanica e Idraulica con una tesi sul funzionamento delle caldaie a vapore. Deludendo il suocero che lo avrebbe voluto con sé come ingegnere nell’impresa di costruzioni stradali “Pelli e Morino” che opera in Sardegna e Sicilia, rinuncia a questa professione per dedicarsi a tempo pieno alla attività di caricaturista. È presente presso numerosi periodici satirici torinesi, come Il Pasquino, il Fischietto, Il Buonumore, Il Pagliaccio.

La Torino delineata dalla penna di Delsani è un corposo e variopinto mosaico da cui emergono, sovente, i tratti più esemplificativi di una città che ha perduto il ruolo di capitale ma che, tutto sommato, nelle innovazioni tecnologiche o nelle grandi esposizioni internazionali sa trovare una nuova identità ed un nuovo ruolo. In dodici lustri di intensa attività Dalsani non ha trascurato alcun aspetto dell’ ”informazione”, sia disegnata che scritta. Tra le schede più significative particolare menzione meritano, oltre agli schizzi e disegni giovanili, quelle dedicate alla politica in piena epoca risorgimentale, tra le quali s’impone per effetto di un originale gusto ironico-fantasioso, un trittico relativo a stampe in bianco e nero per copertine delle “Strenne del Buonumore” intitolate ai politici Ricasoli, Rattazzi e Sella; ovvero, la Ricasoleide, Rattazzeide, Selleide. Il settore costume è sottolineato da eloquenti e toccanti vignette sulla annosa questione sociale riguardante la disoccupazione (l’industria); per il teatro particolare interesse suscitano i vari costumi di carnevale e di scena. La moda è invece rappresentata da estrose figure maschili e femminili, completate da varie fogge di cappelli per la stagione autunnale.

La rassegna comprende illustrazioni varie che vanno dalle figure soffusamente colorate per l’insegnamento delle nozioni ad uso degli alunni, ai cartelloni di lettura secondo il Sillabario di Paschetta; dai quaderni di episodi storici alle strenne illustrative di vari periodici satirici della Torino ottocentesca alle cartoline illustrate con spiritosi soggetti pasquali o di argomento galante. Nonostante il suo carattere schivo e riservato, unito ai problemi familiari e a un profondo senso del lavoro, Delsani diventa popolare proprio grazie alla sua instancabile attività di caricaturista, tanto che nel 1884 la Gazzetta Piemontese e la Gazzetta di Torino annunciano la sua nomina a Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Nel 1909, l’Associazione della Casa Pia di Previdenza della Stampa Subalpina gli assegna (è il primo giornalista a riceverla) la pensione di riposo. Mentre, nel 1911, la sua esperienza e capacità come caricaturista vengono riconosciute con il conferimento della carica di presidente della Commissione ordinatrice della Mostra Retrospettiva sulla Caricatura Risorgimentale, in occasione dell’esposizione internazionale di Torino. Muore improvvisamente l’8 maggio 1922, all’età di 78 anni. Sul suo scrittoio verrà trovato un disegno incompiuto e alcune riflessioni sulla vanità delle cose umane. Vanità su cui egli aveva sempre ironizzato con puntigliosa ricercatezza artistico-disegnativa, il cui significato è oggi motivo di un retaggio culturale inalienabile, di indubbio valore storico e formativo.

Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

 

 

Nella prima foto, un’opera di Giorgio Ansaldi alias Delsanti;

 

nella foto accanto, una recente rivisitazione  di una celebre caricatura di Cavour, realizzata da Anna Maria Pisano.

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