
Ci ha scritto la signora Giovanna Galasso. Pubblichiamo integralmente
Si parla sempre più spesso di salute mentale, ma si parla, purtroppo, solo quando riguarda fatti di cronaca.
Una vera e reale integrazione dei disabili psichici non c’è.
Il disabile psichico non è una persona che va “contenuta” ed emarginata, attraverso il controllo dei centri di salute mentale.
Il disabile psichico va integrato nel ciclo lavorativo, che restituisce ruolo, identità e dignità.
Esiste la Legge 68/99 art. 9 comma 4 che gli Enti Regionali non applicano. Questa legge prevede l’assunzione diretta e nominativa del disabile psichico negli enti pubblici.
I posti di lavoro vacanti ci sono eccome, ma gli Uffici Regionali, pur facendo un accesso agli atti, non dichiarano i numeri reali e intimano di fare ricorso al TAR.
QUINDI, gli uffici di controllo degli enti regionali mancano di trasparenza, appellandosi alla legge sulla privacy.
Ma io, come cittadina con disabilità, devo sapere quanti posti di lavoro liberi vi sono negli enti pubblici, ivi compresa la Regione.
Ne ho diritto.
Eppure c’è un silenzio omertoso sull’argomento.
Solo una integrazione lavorativa può scongiurare l’accadimento di fatti estremi di cronaca, perché il disabile, finalmente riconquisterebbe salute, libertà, dignità, senso di responsabilità.
Per quanto mi riguarda parlo della Regione Campania, che da questo punto di vista è molto deludente.
Anche in regione Campania, come in tante altre regioni, non viene applicata la Legge 68/99 art. 9 comma 4, e questo nel silenzio delle istituzioni preposte al controllo, come l’Ispettorato della Funzione Pubblica.
Personalmente sono 11 anni che chiedo un colloquio col presidente della regione Campania.
Con De Luca me lo hanno impedito.
Con il Presidente Fico ancora non si muove foglia.
Ho scritto a tutti gli esponenti del M5S, ma nessuno ha sollecitato il presidente Fico ad accordarmi un colloquio civile.
GIOVANNA GALASSO




