La Regione Sicilia è l’ente più generoso d’Italia: una pensione di 1.369 euro al giorno

La Regione Sicilia è l’ente più generoso d’Italia: una pensione di 1.369 euro al giorno

In questi giorni molti giornali locali, e non, hanno pubblicato una notizia a dir poco sconcertante.

La Regione Sicilia, ormai denominata “L’ente più generoso d’Italia” ha raggiunto l’apice di grandezza d’animo: una pensione di mezzo milione di euro l’anno. Il beneficiario è l’avvocato Felice Crosta, che ha lottato anni per un “diritto” che alla fine gli è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti. Una legge della Regione siciliana, approvata nella stagione d’oro del governatore Cuffaro, infatti, ha decretato che 41.600 euro al mese ovvero 1.369 euro al giorno spettano all’avvocato di cui sopra. Si tratta di cifre destinate a fare impallidire persino capi di Stato, governatori di Bankitalia e giudici della Corte costituzionale: Giorgio Napolitano, per esempio, ha un’indennità annua di circa 220 mila euro.
Crosta è un dirigente di lungo corso che negli ultimi tempi ha gestito l’emergenza rifiuti in Sicilia. Gran bella ricompensa per uno che ha “risolto” l’emergenza rifiuti. La Sicilia vive in uno stato continuo di emergenza rifiuti eppure questo signore percepiva 460 mila euro l’anno per poi giungere alla mega pensione.
“Non si tratta certo di un regalo, io ho lavorato per 45 anni”, queste le parole dell’interessato. A questo punto però ci chiediamo: “Ma è l’unico dirigente d’Italia ad aver lavorato così tanto e bene da dover meritare una pensione da nababbo? L’Italia vive una situazione economica tragica, lo dimostrano i continui tagli ai servizi, alla cultura, all’istruzione, alla sanità. Ma i soldi per pagare queste cifre vergognose si trovano. Un cittadino italiano che dopo aver studiato per anni, dopo essersi laureato, vive anzi sopravvive con miseri stipendi di 800-1000 euro mensili cosa deve pensare?

Ma le azioni scandalose che la Regione Sicilia ha attuato in questi anni sono purtroppo innumerevoli.

Prima di tutto basti pensare per esempio al Sacro graal dell’autonomia: il verbale del consiglio di presidenza, con il quale l’Ars attribuì ai propri dipendenti – in assoluta autonomia – il trattamento economico dei senatori. E che dire di questi dipendenti siciliani? Tanto attaccati al loro lavoro da non essere per niente d’accordo alla diminuzione del numero dei senatori, proposta da uno dei componenti. Tali senatori, così dediti al loro lavoro hanno risposto all’unico firmatario della proposta: “Se vuoi fare dei tagli, taglia il tuo di stipendio, non il nostro”.

Ci sarebbe ancora da raccontare purtroppo. Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come la denominazione che una volta si dave ai politici e ai dipendenti siciliani non fosse più azzeccata. “Su na pocu i manciafranchi”. Ebbene si, si tratta di gente che “mangia” gratuitamente, “rubando” nelle casse Regionali in questo caso a scapito della gente che deve andare a pagare una visita medica ad un medico privato, che deve pagare cifre alte per mandare i propri figli all’università, che non può usufruire di servizi scolastici come il tempo pieno perché non ci sono fondi.

Ma in fondo dobbiamo essere fieri di avere un ente così generoso e benevolo come la Regione Sicilia, solo che purtroppo i beneficiari scelti non sono quelli giusti. Ci sarà mai qualcuno che riuscirà a trovare i giusti fruitori di queste ingenti somme?

Giusy Chiello

Redattrice -giusy.chiello@ilmiogiornale.org

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