Keystone / Ti-Press / Pablo Gianinazzi
Svizzera: una terra di latte e miele e, in misura crescente, di olive. Nei prossimi mesi potrebbero essere piantati più di 10’000 nuovi alberi nella Svizzera francese.
A causa dell’aumento delle temperature, gli ulivi crescono oggi in regioni dove prima era impensabile. Entro la fine dell’estate verrà fondata un’associazione di una trentina di produttori e produttrici della parte occidentale del Paese, ha dichiarato Frank Siffert, uno dei pionieri del settore, alla Radiotelevisione romanda RTS. L’obiettivo è sviluppare l’intero comparto, dalla produzione alla distribuzione, passando per la pubblicità.
Entro la fine del 2026 nella regione potrebbero esserci fino a 20’000 nuovi ulivi, il doppio di oggi, ha detto Siffert. “Supereremo di gran lunga il Ticino“, dove l’olivicoltura è consolidata da diversi anni, ha dichiarato.
Siffert ha aggiunto che la produzione in Svizzera si differenzia da quella dei grandi produttori e produttrici del Mediterraneo, la cui qualità a suo dire è talvolta discutibile. “Abbiamo un’ottima carta da giocare puntando sullo ‘Swiss made’, sulla qualità e sull’attrattiva dei prodotti locali”, ha affermato.
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