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La prima mano robotica tutta italiana

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Sviluppata da Inail e Istituto italiano di tecnologia, è una protesi poliarticolata in grado di “capire” il movimento che intende eseguire chi la indossa.
Chiamata Softhand, è stata messa a punto al Centro protesi Inail di Budrio. Realizzata in plastica e metallo, anche grazie al contributo della stampa 3D, la protesi è estremamente leggera (pesa meno di mezzo chilo) e “ispirata completamente a una vera mano” come ha spiegato Roberto Cingolani, direttore scientifico, contiene un tendine artificiale che consente di riprodurre la maggior parte dei movimenti, come presa e rilascio delle dita. Ed è perfettamente controllabile da chi la indossa. Sarà disponibile dal 2017.
(Fonte Wired.it)

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