FARMACIA LETTERARIA
di Aurora Livi
A Firenze c’è un luogo che non assomiglia a nessun’altra libreria italiana. È una “chicca” a dir poco geniale e si chiama la Piccola Farmacia Letteraria, nata nel 2018 da un’idea di Elena Molini, libraia, che ha trasformato i libri in veri e propri “rimedi emotivi”. Farmaci, insomma, che senza esserlo, curano l’anima.
In questa farmacia Letteraria i volumi non sono ordinati per genere, ma per stati d’animo: ansia, solitudine, cambiamento, coraggio, malinconia. Ogni titolo è accompagnato da un bugiardino, proprio come un farmaco, con indicazioni terapeutiche, posologia e perfino effetti collaterali.
L’approccio della libreria si ispira a una pratica riconosciuta anche all’estero: in inglese è conosciuta come bibliotherapy, la terapia che utilizza i libri come strumenti di cura emotiva e supporto psicologico. Un metodo che unisce sensibilità letteraria e attenzione al benessere interiore, rendendo la scelta del libro un gesto di ascolto e consapevolezza.
La sede storica si trova in via di Ripoli 7R, nel quartiere Gavinana, mentre una seconda sede — più ampia e pensata per percorsi di biblioterapia — è stata aperta nel centro di Firenze, in via del Castellaccio 10R, a due passi da piazza Brunelleschi. Due spazi diversi, ma un’unica filosofia: usare la lettura come strumento di cura, accoglienza e crescita personale.
Cos’è la bibliotherapy
Bibliotherapy è il termine internazionale che indica l’uso dei libri come strumento di supporto emotivo e crescita personale. Nata in ambito psicologico anglosassone, questa pratica si basa sull’idea che la lettura possa aiutare a elaborare emozioni, affrontare momenti difficili e ritrovare equilibrio interiore.
Si applica attraverso la scelta mirata di testi che rispondono a uno stato d’animo specifico: ansia, solitudine, cambiamento, perdita, ricerca di motivazione. In molti Paesi — soprattutto nel mondo anglosassone — la bibliotherapy è utilizzata da psicologi, counselor e bibliotecari formati.
In Italia, la Piccola Farmacia Letteraria di Firenze è uno dei pochi luoghi che ha trasformato questa pratica in un’esperienza quotidiana e accessibile, grazie ai suoi celebri bugiardini e ai percorsi emotivi personalizzati.




