La pandemia mal gestita dal potere: dal presunto ritardo all’inefficienza

La pandemia mal gestita dal potere: dal presunto ritardo all’inefficienza

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Confusioni, incertezze, opposizioni e presuntuose previsioni sono alla base di una gestione politico-economico-sanitaria che favoriscono ogni giorno l’instabilità del Paese

Va da sé che è buona norma essere sempre ben documentati prima di diffondere notizie d’ogni sorta, soprattutto in tema di sanità e quindi di salute pubblica. Per quanto riguarda l’attuale pandemia virale, in questi tre mesi, si è scritto di tutto e di più: non c’è testata giornalistica in versione cartacea, televisiva, radiofonica, vari siti web e talk show che non abbiano raccontato ed approfondito inizi ed evoluzione di questo fatidico Covid-19, come pure del comportamento della popolazione e delle estreme difficoltà degli operatori sanitari e volontari impegnati per l’emergenza. Si sono spesi fiumi di parole per espandere affermazioni (più più o meno attendibili), ipotesi ed accampate previsioni su come evolverà la nostra esistenza. In Italia in poco più di due mesi, il nostro Governo (con la consulenza di clinici, illustri cattedratici ed economisti) ha adottato svariati decreti contenenti disposizioni su come gestire al meglio la situazione sotto ogni aspetto (compresi ben cinque modelli di autocertificazione), ma con molte contestazioni da parte delle opposizioni e non pochi mugugni ed inosservanze di una certa parte della popolazione. Tra le contestazioni più accese e ripetitive la difficoltà di garantire agli operatori preposti gli ausili di protezione, per non parlare delle inefficienze dal punto di vista economico-organizzativo come, ad esempio, quello addebitabile alla Regione Lazio  che ha speso 35,9 milioni di euro per avere una maxi fornitura di mascherine entro il 18 marzo, ma nulla è pervenuto sino all’aprile scorso (Il Fatto Quotidiano del 7/4/2020). Si è sempre saputo che solitamente si accredita un acconto al momento dell’ordine di una commessa e si procede con il saldo alla consegna della merce. Esempi simili e di altra natura se ne possono fare ad oltranza, ma sicuramente cadrebbero nel vuoto… Per quanto riguarda le disposizioni predisposte dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il 23 aprile ho inviato allo stesso una e-mail con una richiesta specifica, che qui di seguito riporto fedelmente.

“Ho rilevato dai quotidiani che il Ministero della Salute ha disposto chi deve fare il tampone (Coronavirus). A riguardo vorrei avere conferma se tra gli operatori sanitari esposti hanno diritto ad essere sottoposti a tale indagine preventiva anche i cosiddetti Operatori Socio-Sanitari (OSS), sia che operino in sedi sanitarie pubbliche e/o private, sia che operino a domicilio di pazienti disabili gravi allettati per i quali sono attive le ADI e i PAI. In particolare ho necessità di sapere se la Regione Piemonte è tenuta (o meno) ad autorizzare la suddetta indagine preventiva; e in caso negativo (se non acconsente), quali tutele per l’Oss, per il paziente allettato ed eventualmente anche per il suo caregiver. In attesa di riscontro, ringrazio ed invio cordiali saluti”. E.B.

Dopo un primo sollecito dal relativo Ufficio Stampa ho ricevuto un riscontro che riportava tre link relativamente all’assistenza sanitaria domiciliare (Report n. 1/2020 aggiornato al 7 marzo), alle indicazioni per attività socio-sanitarie (Report n. 2/20202 aggiornato al 28 marzo), e alla prevenzione in strutture residenziali sociosanitarie (Report n. 4/2020 aggiornato al 17 aprile). Il primo Report, più attinente alla richiesta, non risponde al quesito sottoposto pertanto lo stesso è tuttora inevaso, in quanto i cosiddetti Oss che non sono stati sottoposti al “tampone preventivo” (ipoteticamente infetti ma asintomatici e quindi a loro insaputa) che si recano al domicilio di un disabile grave allettato, teoricamente potrebbero trasmettergli il virus, e forse anche al suo caregiver. E lo scandalo di alcune Rsa attualmente indagate, potrebbe essere preso come esempio: carenza di organico ed ausili, operatori improvvisati e impreparati… con conseguenti decessi dei ricoverati. Ecco che, pur considerando carenze di approvvigionamenti ed altre giustificazioni più o meno discutibili, la tutela della salute del cittadino se non è disattesa è quanto meno parziale… E per tornare ai provvedimenti legislativi una più acuta osservazione riguarda l’inosservanza delle cautele di molti cittadini, nonostante le previste sanzioni che, di fatto, cadranno in prescrizione o verranno ridimensionate nella loro entità; e questo perché coerenza e giustizia non vanno mai di pari passo. Ultima osservazione. Ho inviato la suddetta richiesta via e-mail anche alla Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e alla Regione Piemonte, ma totalmente da ambedue inevasa. Io credo che tutto ciò, e altro ancora, sia il prodotto di una Costituzione paradossalmente “troppo” democratica, ossia un mezzo per partorire governanti che vantano oneri… ma peccano di onore. Altro che onorevoli!

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