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QUANDO LA MENTE UMANA È IRRAZIONALE NON C’È POLITICA CHE TENGA

Ma è bene, e doveroso, criticare un sistema nel tentativo seppur tenue di un ravvedimento

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di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

 

È inutile: interminabili sono gli episodi di comportamenti umani che vanno oltre il limite della razionalità e dell’accettazione. Per citarne due di questi giorni, sia pur non tra i più gravissimi: nel pisano due carabinieri sono stati aggrediti (subendo lesioni fisiche) da un gruppo di extra comunitari che vendevano oggetti contraffatti o di dubbia provenienza. Un’aggressione alla quale i militi pare non abbiano saputo (o voluto) reagire, limitandosi a richiedere rinforzi… ma ormai l’aggressione e quindi il reato di resistenza a pubblico ufficiale aveva avuto il suo corso. A Pomigliano d’Arco (Na) un uomo ancora in età produttiva è stato licenziato, e per la disperazione si è incatenato e dato fuoco davanti all’abitazione del ministro del Lavoro e vice premier Luigi Di Maio, per poi essere ricoverato (peraltro non in gravissime condizioni), e in seguito “confortato” dalla visita dello stesso Di Maio. Secondo quanto riporta l’Ansa (7 giugno) il neo eletto al Parlamento, appena informato, tra l’altro, avrebbe affermato: «Sto andando in ospedale per dirgli che lo Stato c’è»; aggiungendo di aver raccolto altre voci disperate… Tutte affermazioni che sono facili da fare soprattutto quando si è dalla parte opposta e per di più in condizioni di “privilegio”. Anche volendo considerare che un insediamento al potere richiede un determinato tempo di “stabilizzazione” politico-gestionale prima di intervenire drasticamente per prevenire episodi di questa natura e molti altri che affliggono il Paese, non è poi così scontato che si riesca ad evitare se non con quella fermezza che deve essere pragmatica e non solo intenzionale! Si tratta quindi di valutare, interpretare e capire per proporre modifiche ed eventuali innovazioni legislative, non a furor di popolo ma degne di quella giustizia certa come ci ricorda il Cesare Beccaria Bonesana (1738-1794) nella sua intelligente opera “Dei delitti e delle pene”. Questo iter, non dimentichiamolo, coinvolge i “famosi” 945 detentori di scranno (un esercito che non è ancora dato a sapere per quale ragione ancestrale resterà sempre tale). Del resto sappiamo bene che un “posto al sole” nella Roma parlamentare è alquanto invitante e appagante anche se, per dirla fino in fondo, parte di questi eletti al potere sono assai carenti in cultura, istruzione… e purtroppo anche di altruismo!

 

Nessuna Legislatura italiana, soprattutto dopo i primi due decenni, ha saputo dare garanzie al nostro Paese che, seppur umiliato dall’ultimo conflitto, ha saputo risollevarsi per il bene comune… Da allora, ad oggi, il declino è stato pressoché quotidiano proprio perché come sosteneva Platone (428-348 a.C.): «L’accesso al potere dev’essere limitato agli uomini che non ne nutrono la passione», una saggezza che richiama anche quella del pensatore puritano John Cotton (1585-1652), il quale sosteneva che «non bisogna conferire a un uomo mortale più potere di quello che si vuole che usi, perché sicuramente lo userà fino in fondo». Ma purtroppo a volte ciò che è saggio, paradossalmente, rasenta l’utopia in quanto è insito nell’essere umano ambire a certi ruoli per prevalere sui propri simili, e va da sé che i sudditi di un sistema andranno sempre incontro ad episodi come quelli descritti; inoltre, citare tutto il resto di ieri, di oggi e di domani, sarebbe tanto retorico quanto inutile e offensivo per la dignità umana. Questo mio modesto “contributo” è per non perdere l’attenzione sui problemi esistenziali che continueremo a leggere tutti i giorni sulle pagine della cronaca e in molte occasioni a viverli in prima persona (femminicidio, stalking, detenzione illegale, disoccupazione, etc.). La mia resterà forse una voce nel deserto, ma ricordo nel contempo che anche se si è in minoranza non è detto che si abbia necessariamente torto.

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