creenshot da un video RSI delle proteste di venerdì sera a Bellinzona. RSI/Ti-Press
Il consigliere federale Ignazio Cassis è rimasto bloccato venerdì sera nel Teatro sociale di Bellinzona a causa di una manifestazione di protesta nei confronti del Governo per l’inazione per quanto sta avvenendo a Gaza. Il ministro degli affari esteri ha dovuto lasciare l’edificio a passo di corsa, un’ora e mezza più tardi del previsto, scortato fino alla macchina dalla polizia.
Cassis era nella capitale cantonale ticinese per partecipare a un evento sugli accordi bilaterali con l’Unione Europea. Le circa 200 persone che partecipavano alla manifestazione indetta dal Comitato di coordinamento a sostegno della Palestina (CUSP) hanno bloccato l’accesso all’evento, scandendo slogan contro la “complicità” della Svizzera e chiedendo “prese di posizione chiare per porre fine al genocidio in corso a Gaza”.
Cassis ha mostrato comprensione per l’indignazione, ma ha anche sottolineato che la Svizzera ha possibilità di influenza limitate e che solo gli Stati Uniti possono porre fine alla guerra.
“Quanto accaduto a Bellinzona è scioccante”, afferma Stefan Kalberer, ricercatore sulla democrazia, alla RSI. “Scuote perché in Svizzera siamo fieri del nostro modello. I politici, generalmente, sono sempre molto vicini al popolo, possono muoversi tra la gente senza essere scortati dalla polizia. Eventi come quello di Bellinzona rappresentano un pericolo per questa nostra cultura”.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- La notizia e l’intervista a Kalberer, su RSI
Oggi Cassis è a New York per partecipare all’80esimo vertice dell’Assemblea generale dell’ONU, dove ha sottolineato l’importanza degli operatori umanitari – la notizia d’agenzia.




