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La manifestazione di Firenze: chi ha aperto le ostilità?

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È noto che durante la manifestazione tenutasi a Firenze in vista del recente referendum, ci siano stati degli scontri tra la folla di manifestanti e le forze dell’ordine. Su chi abbia effettivamente iniziato la lotta vi sono opinioni contrastanti, fomentate particolarmente dall’adesione o meno al governo attualmente in carica e la relativa votazione che si terrà il 4 Dicembre. Tuttavia, tramite l’intervista svolta ad alcuni lavoratori di Piazza San Marco, luogo designato come concentramento dei manifestanti, è emerso che a dare inizio agli scontri siano stati alcuni gruppi presenti all’interno dei manifestanti stessi, a carico poi dell’intera folla radunata. L’operaio intervistato afferma di essere dalla parte dei manifestanti, ma non può non ammettere di aver visto alcuni gruppi di rivoltosi comportarsi in modo tale da indurre le unità di pubblica sicurezza a reprimere sul nascere la manifestazione. Inoltre, il punto di concentramento designato dai manifestanti non era quello autorizzato dal comune, e questo può aver indotto la polizia a stare più all’erta contro eventuali rivolte. Altri sostengono invece che le forze dell’ordine, su ordine dei sostenitori del “si”, abbiano provocato la controparte ad una rivolta atta a mettere in cattiva luce l’intera fazione.

Quindi, a chi bisogna imputare l’apertura delle ostilità? La risposta risiede nelle convinzioni politiche di ogni singolo individuo, e sarà pressoché impossibile arrivare a stabilire la realtà dei fatti facendo riferimento ai punti di vista delle stesse persone che si erano schierate quel giorno proprio per fini politici. La prossima manifestazione, indetta dalla Lega Nord, alla quale Salvini ha invitato a partecipare Beppe Grillo, del Movimento 5 stelle, e Massimo d’Alema potrebbe fare luce sulle reali intenzioni delle due fazioni, oppure ricadere nello scompiglio come la precedente.

Raoul Fratini

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