La lettura: un’occasione da non perdere per crescere culturalmente

La predisposizione alla lettura è da sempre sinonimo d’informazione, insegnamento e crescita culturale, come pure d’interpretazione e commento. Il desiderio di leggere accomunato alla necessità di informarsi sulle evoluzioni e gli avvenimenti che giorno dopo giorno ci coinvolgono, costituisce anche una forma cautelativa volta al superamento dell’inesperienza, disagio e ignoranza, poiché il senso della dignità umana è anche frutto della cultura. Leggere, dunque, non è soltanto un verbo o un’azione ricorrente ma è anche un impegno il cui fine è il completamento della formazione culturale, sia essa collettiva o individuale e le espressioni come coltivare, civilizzare, incivilire e illuminare stanno ad indicare il progresso dell’umanità.

Non è però da sottovalutare il rischio di incorrere nella deformazione culturale, soprattutto per chi osa avventurarsi in profonde letture senza intenderne il contenuto: “frusta legit, qui non intellegit” (espressione latina che equivale a “leggere e non intendere è come cacciare e non prendere”); od ancor peggio, per chi non rispetta il principio di una buona cultura, poiché lo studio della sua forma conduce sempre ai problemi storici e sociali, da quello del contenuto a quelli della morale e dell’arte, preludio allo sviluppo del senso civico di ogni Paese.

Tuttavia, oggi i mezzi di informazione non si può dire che manchino o siano esigui. Certo gli argomenti trattati dalla stampa e dall’editoria in senso lato sono assai vari, per non dire innumerevoli, di diverso interesse e impegno, ma ciascuno trasmette, sia pur sotto diverse forme e stili, un indirizzo istruttivo. È noto che l’apporto culturale attraverso la lettura è dato in gran parte dalla pubblicazione di libri i cui argomenti spaziano dalla saggistica alla raccolta di poesia, dai romanzi ai temi storici e scientifici, etc. A questo proposito, bisogna ricordare che la lettura di un giornale (quotidiano o periodico) è un mezzo primario d’informazione e quindi di non sempre difficile consultazione (l’ignoranza è una forma di inquinamento ambientale!) che facilita la circolazione delle idee, mentre la lettura di un libro o di un testo (narrativa a parte) richiede quasi sempre particolare impegno. Ad esempio, molti credono che il solo modo di leggere un libro sia quello di cominciare dalla prima pagina e così di seguito fino in fondo. Questo metodo (comune alla maggior parte dei lettori) implica tempo ed energia e non tutti i volumi lo meritano.

Personalmente, quando intraprendo una lettura scientifica o di filosofia cerco prima di verificare le conclusioni partendo dall’indice e poi torno all’indietro. È questo uno dei metodi che ritengo più “validi” per meglio vagliare le prove fondamentali anche se alcune volte non mi riesce incominciare… È stato detto che la lettura acuisce tutti gli altri piaceri della vita e che i libri accomunano la gente. Ciò può essere vero se non perdiamo mai un’occasione per leggere. Il mondo degli scrittori è però sempre più popolato (forse in eccesso in fatto di qualità e di “reale” interesse culturale) rispetto ai lettori, e viene da dedurre, per quanto paradossale, che ogni anno che passa sarà lo scrittore a chiedere l’autografo al lettore.

 

Ernesto Bodini

(giornalista scientifico)

 

 

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