Il direttore del KOF, Jan-Egbert Sturm. Keystone / Ennio Leanza
La guerra commerciale lanciata dall’amministrazione Trump, qualora continuasse, costerebbe alla Svizzera 17,5 miliardi di franchi nel 2026, circa 2’000 franchi per abitante. Lo afferma il direttore del Centro di ricerche congiunturali del politecnico federale di Zurigo (KOF), Jan-Egbert Sturm, in un’intervista al Blick.
Lo scorso 2 aprile, durante il cosiddetto “Liberation Day”, Trump aveva annunciato un’ondata di dazi doganali per i prodotti esportati negli Stati Uniti da vari Paesi del mondo, che per la Svizzera arrivavano al 31%, sospendendo poi però tutto fino al 9 luglio.
Al momento, la Confederazione è in trattativa con Washington per limitare la portata delle tariffe ma, se dovessero entrare in vigore ai livelli preannunciati, il conto sarebbe salato.
Sturm si dice preoccupato soprattutto per l’incertezza provocata dalla politica dell’amministrazione Trump, un “veleno” per l’economia. Tuttavia, si mostra relativamente ottimista per la Svizzera che, secondo l’esperto, ha un’economia flessibile e ben attrezzata per attutire le difficoltà internazionali.




