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La Grecia approva unioni civili tra gay. In Italia quando?

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Nella notte del 22 Dicembre, proprio ad un passo dalla fine dell’anno il partito Syriza ed il suo leader, nonché Primo Ministro Alexīs Tsipras, hanno mantenuto la loro promessa: entro la fine dell’anno sono riusciti ad approvare le unioni civili per le coppie omosessuali.

Il parlamento greco ha votato infatti poco dopo la mezzanotte ottenendo 194 voti a favore e 55 contrari (di cui 51 assenti) riuscendo così ad approvare i matrimoni fra lesbiche e gay ma non garantendo ancora l’adozione.
Un grande traguardo per la Grecia che, nonostante la grave crisi che sta affrontando, dedica anche del tempo a questi traguardi sociali che dimostrano comunque la voglia del paese di essere al passo con gli altri e di garantire spazio a tutti, diffondendo uguaglianza e rispetto reciproco.

Dopo questa votazione un altro Paese si è aggiunto nella grande lista di stati che hanno approvato i matrimoni omosessuali, lasciando in Europa solo 9 nazioni che ancora non hanno acconsentito nemmeno al riconoscimento delle unioni civili tra questi, purtroppo, troviamo anche l’Italia.
In un momento di grande cambiamento sociale l’Italia resta un paese in regresso, immobile, che per la legge si definisce laico, ma nella realtà è strettamente legato alla dottrina cattolica e dipende ancora troppo dalla Città del Vaticano, che le impedisce di promuovere queste leggi, anche se non espressamente.

Purtroppo la realtà resta questa, di laico abbiamo ben poco e ancora ci adattiamo troppo alla dottrina cattolica, e questo risulta essere un ulteriore ostacolo perché anche la nostra Nazione stia al passo coi tempi e riesca a dimostrarsi anche lei come uno Stato che, nonostante tutte le difficoltà, riesce a dimostrarsi aperto mentalmente e pronto ad accettare tutti i diversi tipi di culture, nazionalità, classi sociali, religioni e orientamenti sessuali; cosa che, uno stato laico, dovrebbe fare.

Lorenzo Toninelli

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