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La campagna Polio Plus del Rotary International

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Un service per contribuire a rendere il mondo “polio free”

 

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

È ormai noto che oggi quasi tutti i Paesi del mondo sono “Polio free”, non solo per merito dei due grandi scienziati e filantropi Albert B. Sabin (1906-1993) e Jonas E. Salk (1914-1995), scopritori entrambi di un vaccino che porta il loro nome, ma anche alla campagna di sensibilizzazione e diffusione dei loro vaccini a scopo di prevenzione della malattia. Forse non tutti sanno che un notevole contributo è dato dal Rotary International (R.I.) che verso la fine degli anni ’70 ha avviato la campagna “Polio Plus”, e che un Rotariano in particolare, l’industriale e filantropo lombardo di origine istriana, Sergio Mulitsch (1923-1987) di Palmemberg, si adoperò sin dall’inizio per studiare la fattibilità e la gestione del progetto di vaccinazione di massa. Non si trattava di lanciare solo una raccolta di fondi ma di scegliere i vaccini, mettere a punto la strategia della loro somministrazione, predisporre imballaggi adatti per la conservazione a bassa temperatura dei farmaci, e gestire la distribuzione. La cronaca di questa iniziativa ha inizio nel 1978 con l’approvazione del progetto di una massiccia campagna di vaccinazione da affiancare al programma Enhanced Program of Immunization (EPI), che l’Oms aveva iniziato quattro anni prima con l’inserimento della vaccinazione antipolio. Tale iniziativa non contemplava inizialmente vaccinazioni di massa e prevedeva la somministrazione per la polio di un’unica dose di vaccino, ed è merito del prof. Sabin che si sia incominciato ad effettuare le vaccinazioni di massa, le uniche in grado di interrompere la circolazione uomo-ambiente-uomo del polio virus. Nel 1979, in occasione di una Convention rotariana tenutasi a Roma, nell’ambito dei programmi 3H (Hunger, Humanity, Health) venne deciso il raggiungimento di due obiettivi: debellare la fame nel mondo e debellare la polio.

I Rotary filippini si proposero per primi affinché si concretizzasse questa campagna (nel loro Paese la morbilità e la mortalità erano elevate), tant’è che tra il ministro della Sanità filippino Enrique Garcia e il presidente del R.I. J. Bomar, venne firmato un protocollo d’intesa con il quale si proponevano di vaccinare con l’OPV entro cinque anni, 6 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni. Ma il Paese era senza risorse finanziarie e occorreva uno studio mirato per l’acquisto dei vaccini, l’organizzazione del loro trasporto, la necessaria “catena del freddo” per preservarne l’attività, le modalità di somministrazione, la gestione sanitaria locale del progetto e la necessaria propaganda dell’iniziativa presso la popolazione. Avuta notizia di questa scelta fatta dal Rotary, Sergio Mulitsch ne intuì l’alto valore umanitario e, con spirito imprenditoriale ed altruistico, si adoperò per studiare la possibile realizzazione e gestione del progetto: lanciare una raccolta fondi, la messa in atto di una strategia di scelta e somministrazione dei vaccini, organizzarne la spedizione e il relativo trasporto sino alle aree di utilizzo. Contattò Università, Ministeri, la FAO, l’OMS e l’Istituto Sieroterapico Sclavo. Ma occorreva un milione di dosi di vaccino OPV, e Mulitsch propose il suo programma al R.I. Club di Treviglio e della Pianura Bergamasca, presieduto da Angelo Pellegrini, assumendosi la responsabilità della conduzione del progetto, che sarebbe stato “sperimentale”, ossia limitato alla fornitura di vaccini al popolo filippino da parte dei Rotary Clubs italiani. L’iniziativa andò in porto, e prese il nome di “Polio 2005”. Una raccolta di fondi venne effettuata da numerosi Rotary Clubs italiani che consentì la spedizione nel 1980 di 500m mila dosi di vaccino OPV, prodotte dalla ditta Sclavo. Nello stesso anno altri Distretti contribuirono all’operazione e inviarono nelle Filippine ed anche in India, colpita da una grave epidemia, più di 2 milioni di dosi di OPV, la cui somministrazione avvenne con la preziosa consulenza di Sabin.

All’operazione Filippine seguì l’operazione antipolio per il Marocco la cui scelta era stata fatta in seguito all’intervento dei Rotariani locali, approvato nel 1982 dal R.I. che lo inquadrarono nell’ambito dei programmi 3H. Nel 1983 Mulitsch (nella foto con Sabin) divenne Delegato interdistrettuale del Rotary per il Programma 3H e l’anno successivo nominato Governatore del Distretto 2040, periodo durante il quale fondò la “Nuova spazi al Servire”, una ONG che negli anni seguenti determinò l’operatività della Campagna Antipolio per i Rotary Clubs italiani. L’operazione Marocco ha contribuito a dare una svolta decisiva all’antipolio: la Rotary Foundation e il governatore marocchino stanziarono rispettivamente 730.000 e 1.200.000 dollari per la gestione del programma; i governatori di Malta e San Marino acquistarono e fornirono 2 milioni di dosi di OPV, mentre l’Unicef si prese l’incarico di garantire la cosiddetta “catena del freddo” per la conservazione dei vaccini.  Seguì una grande coinvolgimento da parte di altri Rotariani, in sintonia con il motto che il presidente del R.I. Musaka aveva preannunciato all’inizio del suo mandato: «Costruire ponti di amicizia». Nel 1985 il Rotary lanciò l’idea di debellare definitivamente la poliomielite. Il progressivo espandersi dei programmi di vaccinazione di massa nei Paesi più sviluppati aveva contribuito a ridurre i casi di malattia registrati annualmente dall’Oms (da 5-600.000 all’anno ipotizzati nella prima metà del ‘900, ai 350.000 ipotizzati nel 1985 contro i 35.000 notificati dall’Oms); era quindi necessario programmare un ulteriore sforzo per eradicare la malattia soprattutto in quei Paesi carenti di igiene, strutture sanitarie, veri e propri serbatoi endemici del virus.

Nel 1988 l’Oms (in rappresentanza di 173 Paesi) accettò la proposta del R.I., e all’unanimità, decretò l’avvio ufficiale della Campagna per l’eradicazione della polio dal mondo che prese il nome di Operazione Polio Plus, proponendo nel contempo il conferimento del titolo di Organismo non Governativo (ONG) al Rotary International che così poteva amministrare i fondi per questa finalità: in quasi due anni i Rotariani di tutto il mondo raccolsero 247.000 dollari per le prime iniziative nei Paesi non ancora considerati polio free, ma che avevano già iniziato la pratica vaccinale nei bambini al di sotto dei 5 anni di età. Si trattava di immunizzare in tutto il mondo oltre 2 miliardi di bambini sotto i 5 anni attraverso la somministrazione frazionata di 5-6 dosi di OPV, gran parte dei quali erano sparsi in Paesi di non facile accesso dove era indispensabile attuare una “catena del freddo” per il trasporto di milioni di dosi di vaccino; e questo, richiedeva ulteriori iniziative di sensibilizzazione di molte popolazioni non sempre facilmente raggiungibili. Era inoltre necessario creare una Rete  di Osservatori e laboratori in grado di garantire il monitoraggio epidemiologico, clinico e biologico delle popolazioni al fine di individuare la presenza di casi anche isolati della malattia, prima di poter certificare la sua totale eradicazione. Un ulteriore “sforzo” con queste iniziative contribuirà a debellare la polio ancora presente con qualche focolaio in Nigeria, India Pakistan e Afghanistan; Paesi che possono essere raggiunti dai Rotariani, dalle Istituzioni internazionali e dalla bontà della gente comune.

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