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Raccontonweb: “L’altalena” di Gigi Giussani

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un altalena sospesa davanti al cieloL’altalena

L’altro giorno sono salito su l’altalena del parco vicino casa mia.

E’ una vecchia altalena dove tutti i bambini della zona, e pure dei paesi vicini, si sono seduti almeno una volta. Il colore rosso dipinto sul legno della seduta era ormai smunto e irriconoscibile. Da troppo tempo esposto alle intemperie stagionali. E le due pesanti catene che reggevano quel pezzo di legno avevano macchie di ruggine su tutto il corpo. Anch’esse dovute a malattie di stagione. Il tutto era sorretto da pesanti travi di legno massiccio, che, all’apparenza, parevano le uniche sopravvissute alle guerre meteorologiche.

Dopo i primi tentennamenti ho cominciato a prendere il giusto ritmo con passione e veemenza.

E mentre il mio corpo ondeggiava in balia di un venticello lieve, il mio pensiero si lasciava trasportare dai ricordi legati alla mia infanzia.

Coriandoli colorati che svolazzavano nell’aria e planavano, contenti, sull’asfalto.

Risate a crepapelle esplose per battute sciocche, scherzi innocenti, o solo per sincera, sinergica amicizia.

I giochi, sempre uguali, sempre nuovi, dove la mente andava in vacanza e si apriva il cuore.

Le corse a perdifiato lungo le rive del fiume, le confessioni fatte all’amico e in seguito, molto più in là, alla mia “morosa”.

Gli odori del muschio e del mare, che non ho più apprezzato da allora.

Il respiro della vita presa così, come veniva. Un destino non ancora scoperto e i peccati, candidi come neve, sciolti al sole.

Mentre il corpo ondeggiava la mia testa rifletteva su queste considerazioni. La mia malinconia, che per colpa dei ricordi era affiorata in superficie, non era frequente, e così anche la gioia, la felicità di esistere. Come quell’altalena le emozioni si alternavano ondeggiando nello spazio di una vita. Con gentilezza davano il passo vicendevolmente. Entrambe, col tempo, logore e avvezze alle numerose prove del destino, ma mai, mai dome.  Negl’anni avevano assunto nomi e proporzioni diverse. Si erano confuse ed erano state mischiate come carte da gioco, mescolate e distribuite da una mano che toccava il cuore e lo spirito. E in questo andirivieni di tormenti emozionali, io ero invecchiato. Forse maturato, chi lo sa? Sicuramente conscio delle mie capacità e dei miei limiti.

Intanto, su quell’altalena, le gambe e il corpo tutto mi spingevano verso la punta del cielo.

Un cielo che attendeva e osservava il mondo. Paziente e immenso, come la vita stessa. Persa nel suo senso.

Il senso della vita.

Gigi Giussani

Di questo autore abbiamo già pubblicato i racconti “Max”, “Onde”, “Riflessioni” e “Prova d’esame”

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2 Commenti su Raccontonweb: “L’altalena” di Gigi Giussani

  1. Lucia Bonanni // 8 Novembre 2015 a 21:58 //

    Un racconto i prosa poetica,metafora di quell’oscillare che accompagna il vissuto di ogni uomo e unduce alla riflessione che non solo il cuore ha frequenti oscillazioni,ma anche la mente nella sua lucida razionalitá.
    Grazie,Gigi, autore dalla penna delicata eg gentile.
    A presto. Lucia

  2. Le tue parole ed i tuoi apprezzamenti sono sempre molto graditi, cara amica.
    Grazie infinite Lucia.
    E un grazie di cuore a Marcella.
    Buona giornata a tutti.
    Gg – poco più di niente -.

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