Italia: nucleare sì? No? Ni…Terza e ultima parte

È tutto? No! Per noi italiani, ahimè!, c’è ancora un’ipoteca ancora più deleteria del nucleare stesso: la proliferante collusione politico mafiosa che ha allungato la sua bramosia sulle fonti di energie alternative come sulle gestioni di trattamento e smaltimento scorie e rifiuti. Qualcuno ha ipotizzato profitti ben superiori alla stessa droga; profitti derivanti dalle nostre bollette dei consumi sotto forma di incentivi, destinati a speculatori, mafia e piccoli imprenditori.

E che cosa avverrà intorno alla scelta dei siti per gli impianti di energie rinnovabili e non?

Sarà bagarre aperta ed indisturbato dissanguamento nei rivoli del malaffare.

Ed è questo che io temo per il mio paese.

Temo la cementificazione inarrestabile che distorce le finalità e le vocazioni d’uso dei territori. Temo la sempre maggiore marginalità delle aree verdi urbane ed extraurbane.

Temo i milioni di ettari di territorio e di verde adibiti a discarica legale e non; al territorio trafugato e ridotto ad acquartieramento e speculazione selvaggia nell’incuria generale.

Temo l’irrazionale ed infinita invasione di irregolari molti dei quali, spesso parcheggiati in banlieues urbane ed extraurbane, lungo i canali e in ogni dove, per ragioni che forse conosciamo o vogliamo ignorare, non sono disposti a diventare nostra risorsa per la nostra agricoltura e per la nostra edilizia. Il risultato è l’acquisito status di bomba potenziale sul nostro stesso territorio, al punto da farci sentire estranei ed assediati nel nostro stesso paese!

Temo il conseguente avanzare del fenomeno di xenofobia, politicamente, colpevolmente ed irresponsabilmente indotto da inerzia ed ambiguità gestionale del problema stranieri.

(Ahi! Questo sì che può diventare odio vero, altro che le pretestuose etichettature di razzismo usate dai buoni ipocriti nostrani per screditare e tacitare le giuste rivendicazioni delle persone!).

Temo l’accusatoria rassegnazione e la passività del nostro paese, consegnato all’arbitrio ed al malanimo di politici ed amministratori.

Temo l’eutanasia della giustizia e delle regole.

Temo l’impunità del sopruso e dell’illegalità.

Temo il radicato disinteresse per il futuro del paese da parte di questa stantia e parassitaria classe politica che andrebbe archiviata in toto.

Che ne è della salvaguardia delle nostre identità storiche e culturali senza le quali non può esistere nulla, nulla con le quali nutrire le ragioni e lo spessore umano della convivenza civile comunitaria, e nulla da ritenere veramente caro ed essenziale al punto da difenderlo?

Che Dio ci aiuti!

-Fine-

Emanuela Verderosa

 

3 thoughts on “Italia: nucleare sì? No? Ni…Terza e ultima parte

  1. se tutti possedessimo la tua capacità di analisi potremmo aiutarci anche da soli, senza l’intervento di Dio, ma per come siamo messi in Italia a volte vien da pensare che non basterebbe un miracolo …

  2. Gentile Marcella Onnis, intanto tu mi hai letto e ti ringrazio per questo. Credo che siano egualmente stimabili ed utili, al fine del tentativo di comprensione della realtà, sia la “capacità di analisi” come la chiami tu (esagerata!..) che il tuo disincantato senso pratico (fatalista?….). Ad ogni modo, una parte “dimenticata” dalla mia riflessione a proposito del nucleare, è propositiva, ed è questa:”.. Ma, si comprende bene che si tratta di un tema vitale per il mondo e non affare dei singoli stati: perché non disciplinarlo a livello di Conferenza mondiale su ambiente e sviluppo UNCED? ( come per il clima!). Già, ma i nostri politici hanno tutt’altro da fare! Hai ragione: comprendere la serietà del problema è fin troppo facile ( e doloroso)…per il resto ci vuole ben più di un miracolo! Grazie Emanuela

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