L’Iran sta attraversando una delle fasi più drammatiche e delicate della sua storia recente. Da oltre due settimane il Paese è scosso da proteste di massa che hanno coinvolto numerose città, con epicentro a Teheran, dove interi quartieri — come Punak — sono diventati teatro di scontri, barricate e manifestazioni spontanee. La risposta del regime è stata durissima, in un crescendo di violenza che ha attirato l’attenzione della comunità internazionale.
Il bilancio della repressione: numeri che fanno tremare
Secondo l’ONG iraniana Hrana, una delle poche fonti indipendenti ancora operative nonostante il blackout informativo, la situazione è drammatica:
- 466 manifestanti uccisi
- 48 membri delle forze di sicurezza morti
- Oltre 10.600 persone arrestate
Le cifre, già impressionanti, potrebbero essere ancora più alte: molte aree del Paese sono isolate e difficili da monitorare.
Internet oscurato per oltre 60 ore
Per impedire la diffusione di video e testimonianze, il governo ha imposto un blocco totale di Internet, il più lungo degli ultimi anni. La popolazione è tagliata fuori dal mondo, mentre attivisti e giornalisti denunciano l’impossibilità di documentare violenze, arresti arbitrari e sparizioni.
Il Parlamento iraniano minaccia Stati Uniti e Israele
In un clima già incandescente, il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dichiarato che:
“Se gli Stati Uniti o Israele attaccheranno l’Iran, saranno considerati obiettivi legittimi.”
Una frase che ha immediatamente fatto salire la tensione internazionale, alimentando timori di un’escalation militare.
Washington valuta opzioni militari
Secondo fonti statunitensi, il Pentagono avrebbe presentato al presidente Trump diverse opzioni di intervento nel caso la repressione dovesse intensificarsi ulteriormente. Non si tratta di un annuncio ufficiale, ma di una valutazione strategica che conferma quanto la situazione iraniana sia considerata instabile e potenzialmente esplosiva.
Effetti globali: rischio aumento del prezzo della benzina
Un eventuale attacco o un blocco delle rotte petrolifere nel Golfo Persico potrebbe avere ripercussioni immediate sui mercati energetici. Gli analisti temono un aumento del prezzo della benzina anche in Europa, Italia compresa.
Scene scioccanti da Teheran
Nonostante il blackout, alcuni video sono riusciti a filtrare. Le immagini mostrano:
- corpi di manifestanti ammassati in depositi e magazzini,
- obitori saturi,
- famiglie in cerca dei propri cari senza informazioni ufficiali.
Il regime attribuisce le morti ai manifestanti stessi, ma le ONG smentiscono categoricamente.
Un Paese sull’orlo del collasso
La combinazione di proteste, repressione, blackout informativo e minacce internazionali dipinge un quadro estremamente preoccupante. L’Iran si trova in un equilibrio fragile, sospeso tra la richiesta di libertà della popolazione e la rigidità di un apparato statale deciso a mantenere il controllo a ogni costo.