Grande dispiegamento di sicurezza: la delegazione degli Stati Uniti arriva alla residenza dell’ambasciatore dell’Oman a Ginevra per i negoziati sul nucleare con l’Iran. Keystone / Martial Trezzini
Iran e Stati Uniti hanno concluso ieri a Ginevra il loro terzo round di negoziati sul nucleare. Anche se non c’è stato alcun passo in avanti decisivo, diverse parti hanno manifestato un cauto ottimismo.
Lo stesso vale per il ministro degli esteri dell’Oman, Badr al Bussaidi, che svolge il ruolo di mediatore tra i due Paesi. Dopo i colloqui di Ginevra ha parlato di “progressi significativi”. La prossima settimana sono previsti incontri tecnici a Vienna: le delegazioni statunitensi e iraniane dovrebbero chiarire questioni pratiche presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Se tali incontri avranno davvero luogo, saranno forse negoziati i dettagli di un possibile accordo.
Nella sua analisi, il corrispondente della SRF Sebastian Ramspeck spiega che “dai colloqui non è filtrato praticamente nulla. In diplomazia, però, questo è tendenzialmente un buon segno”. Sia negli Stati Uniti che in Iran ci sono infatti forze che guardano ai negoziati con scetticismo o ostilità, e forse sono persino interessate a un loro fallimento.
Non è però ancora chiaro se i colloqui proseguiranno. “Le due parti esercitano forti pressioni e si minacciano a vicenda, ma entrambi i Paesi puntano ancora a una soluzione diplomatica”, afferma Ramspeck.
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