Fa oggi ingresso nella nostra rubrica di poesia Simone Di Sarro.
Ecco come si racconta: «Oggi sono tutto e assolutamente nulla. Una persona confusa, lucidamente cerco me stesso perdendomi tra giudizi auto -inflitti, amandomi come il più fragile e colorato dei fiori. Come sarebbe bello scorgere l’approdo, subirne il fascino, solamente per poi di nuovo ignorarlo e dire: “bene, si riparte, cerco la vita».
I bei versi con cui si presenta a noi sono scritti in dialetto romanesco, che Simone usa spesso perché – dice a ragione – «è una lingua bellissima e carica di colore».
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Io e te
Magari verà ‘n tempo sott’ar sole,
‘ndo io e te s’abbracceremo ‘ncantati.
E belli, stanchi, felici e sudati…
solo l’amore nostro e profumo dee viole.
Potremmo di a tutti de stà a vive,
che l’amore nostro nun era na bucìa…
e mentre verso ‘r mare piamo ‘a via,
er core consegnammo a quee rive.
Simbolo candido de ‘n amore rinato,
daremo ar vento e ar mare ‘a gioia.
Beati loro che vedranno ‘a voja
de costruì tenerezza pe’ tutto er creato.
