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Invictus: la poesia di Nelson Mandela

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 Non me ne vogliano i curatori della rubrica “L’angolo della poesia” né i poeti che inviano i loro versi, se mi intrometto rubando un po’ di spazio nella rubrica, per ricordare, proprio con una poesia, il grande uomo che qualche giorno fa ci ha lasciato: Nelson Mandela.

Mi piace ricordare Nelson Mandela, “Madiba” con Invictus. Lirica che scrisse in carcere. Mandela la lesse ogni giorno nei suoi 27 anni di prigionia a Robben Island.

 

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

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