Appropriati esami clinici, un protocollo personalizzato e un costante adattamento alle indicazioni, è quanto è richiesto dai Centri Fitness più moderni e professionali
Un serio e aggiornato background di un personal trainer è di tipo interdisciplinare con particolari competenze e in continua formazione, tanto da richiedere una buona conoscenza della fisiologia, dell’anatomia funzionale, della psicologia e delle nozioni nutrizionali in grado da soddisfare le esigenze delle persone che vi ricorrono. Ma altrettanto importante per il fruitore è la piena coscienza di sé, dei propri limiti e delle proprie potenzialità nell’espletamento delle performance.
di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)
Signor Bertuzzi, in cosa consiste e come si svolge l’attività di un personal trainer?
“La professione di personal trainer (P.T. – o consulente fitness) si articola in più modalità. Anzitutto non è da confondere con l’istruttore di palestra in quanto il P.T. (letteralmente “allenatore personale”) è un consulente di benessere fisico perché insegna ad eseguire determinati esercizi che si svolgono in una normale palestra, e nel contempo anche ad alimentarsi correttamente, oltre a dare eventualmente anche un supporto psicologico. Quindi è una figura di provata esperienza che suggerisce l’adozione di un corretto protocollo per migliorare l’efficienza fisica, seguita da una altrettanto corretta educazione alimentare.”
Quali le fasce di età più interessate a frequentare questo tipo di attività pro-benessere?
“In pratica non c’è alcun limite, se si escludono i bambini in tenera età. Negli Stati Uniti, ad esempio, i P.T. aiutano i bambini in età scolare nella corretta crescita combattendo l’obesità (sempre più in crescendo) o far loro assumere una corretta postura, prevenendo i cosiddetti paramorfismi (anomalie nell’atteggiamento abituale del corpo o di sue parti che non dipendono da un’alterazione anatomica ma solo da un disturbo funzionale, n.d.r.) e quindi da uno squilibrio del portamento che potrebbe, ad esempio, essere originato dall’eccessivo carico dello zaino. Inoltre anche gli anziani (over 60-70-80) per essere aiutati a “ritrovare” la capacità di vivere senza troppo rinunce.”
Quali le persone più “soggette” a ricorrere ad un P.T.?
“In particolare persone in sovrappeso o che hanno patologie di carattere metabolico come il diabete e l’obesità, o anche quelle che hanno disturbi cardiovascolari, etc.”
E quali “requisiti” deve esibire chi vuol seguire una serie di esercizi “rieducativi”?
“Anzitutto la dichiarazione di un medico che attesti l’assenza di controindicazioni allo svolgimento di un’attività fisica non agonistica, esami ematici recenti o eventualmente la storia clinica della persona (anamnesi). Da ciò il P.T. è in grado di fare una valutazione dei fattori di “rischio” cardiovascolare che precludono ovviamente il poter fare determinati esercizi e/o allenamenti. In caso positivo, invece, sarà possibile predisporre un protocollo personalizzato di allenamento fisico, di integrazione alimentare ed eventualmente anche di supporto psicologico. Tutto questo, se necessario o prescritto, con la consulenza di medici.”
Quante sedute od incontri sono consigliati al cliente che si affida ad un P.T.?
“Personalmente ritengo che il numero delle sedute e quindi degli esercizi da fare è relativo in quanto si tratta di impostare il protocollo operativo personalizzato che, comunque, può richiedere un solo incontro settimanale per determinati esercizi per 20-30 minuti, oppure diversi incontri per più giorni della durata di un’ora o più per ogni seduta. E ciò, anche considerando i risultati che si vogliono ottenere, oltre naturalmente alle personali possibilità economiche”
Quali sono le maggiori esigenze, o richieste, del cliente?
“La maggior richiesta (soprattutto da parte delle donne, ma che ultimamente vede anche sempre più uomini) è quella di essere aiutati a ridurre il sovrappeso, oltre a voler risolvere il problema del mal di schiena e, fra questi, vi sono soggetti sia in età produttiva sia persone che sono già in pensione ma che fanno vita … troppo sedentaria.”
Dove si svolgono gli incontri per questi esercizi fisici?
“Solitamente in un Centro Fitness o una palestra, opportunamente attrezzati e confortevoli, ma anche a domicilio, con l’ausilio di piccoli attrezzi portatili ed esercizi effettuati a corpo libero.”
Gli esercizi vengono svolti contemporaneamente da più persone, o in modo individuale?
“In alcuni casi vengono svolti a gruppi di due o più persone perché hanno in comune le stesse esigenze psicofisiche, in altri casi gli esercizi e/o allenamenti vengono svolti e seguiti singolarmente (one to one) per la particolare situazione psico-fisica della persona.”
Per ottenere risultati significativi a quante sedute è consigliabile sottoporsi?
“In genere personalmente consiglio un mese di attività fisica che richiede da 4 a 20 sedute che, se ben eseguita secondo il protocollo prestabilito, lascia intravedere buoni risultati di efficienza fisica e psicologica sin dalle prime sedute nei primi giorni.”
Quali i ceti sociali che maggiormente si affidano ad un personal trainer professionista?
“Solitamente il ceto sociale è medio-alto sia dal punto di vista culturale che economico. I ceti più “modesti” sono più propensi nel perseguire la cosiddetta cultura del “fai da te”; e questo, a mio modesto parere, non può “garantire” determinati risultati per una buona efficienza fisica e comportamentale.”
La foto è stata gentilmente fornita da Christian Bertuzzi