Interrogazione dell’on. Nello Musumeci per il rilancio del museo archeologico di Enna

Interrogazione dell’on. Nello Musumeci  per il rilancio del museo archeologico di Enna

INTERROGAZIONE DI NELLO MUSUMECI (LA DESTRA) PER CHIEDERE POTENZIAMENTO E RILANCIO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI ENNA

 

“Quali iniziative urgenti intende assumere il governo Crocetta per potenziare e rilanciare il museo archeologico di Enna?” Lo ha chiesto il deputato regionale Nello Musumeci (La Destra), con un’interrogazione rivolta al presidente della Regione e all’assessore ai Beni culturali. Nell’atto ispettivo, Musumeci – che è componente della commissione Cultura – sottolinea come “la struttura museale di Enna sia l’unico servizio culturale attivo nella parte a nord del Dittaino (assieme a quella di Centuripe), e potrebbe diventare una tappa importante per la difesa della identità comunitaria e per il richiamo di flussi turisti”.

Nell’interrogazione si legge che “nel museo operano un direttore (non c’è un dirigente amministrativo), due architetti,  un geometra, un archeologo e un operatore di fascia A; sei custodi e due dipendenti dei Servizi ausiliari ex Beni culturali. Con questa dotazione di personale, meritevole di apprezzamento per la passione e lo scrupolo con cui affronta l’aridità quotidiana di mezzi e risorse,  vengono gestiti i servizi amministrativi e quelli  di custodia ed accoglienza. L’apertura al pubblico può essere assicurata solo cinque giorni alla settimana nelle ore antimeridiane, e due sabati e domeniche al mese. Per alcuni particolari iniziative, si è fatto ricorso al personale del museo di Centuripe (a 64 chilometri di distanza), costretto però a spostarsi col proprio mezzo e senza percepire straordinario” .

Secondo Nello Musumeci, al Museo di Enna “servirebbe, invece, il doppio del personale attualmente in servizio, per assicurare le aperture pomeridiane e festive. Ma non bastano gli interventi operativi. Musumeci chiede al governo regionale “di predisporre un arioso progetto che definisca la rete museale dell’Ennese, coinvolgendo Morgantina e la Villa del Casale, razionalizzare  il controllo operativo delle strutture, conferire ai musei una più spiccata caratterizzazione di laboratorio di storia e di offerta didattica”.

 

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