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Incontro tra AITF e presidente Toti per il ritorno del Centro trapianti a Genova

L'Associazione italiana di trapiantati di fegato ha chiesto anche di promuovere in Liguria l'applicazione delle norme che consentono ai comuni di raccogliere le dichiarazioni di volontà sulla donazione degli organi post-mortem.

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Il 20 febbraio 2017 una delegazione dell’A.I.T.F. (Associazione Italiana Trapiantati di Fegato) è stata ricevuta dal Presidente della Giunta Regionale ligure Giovanni Toti, in relazione al problema relativo alla convenzione che demanda le operazioni di trapianto di fegato dei pazienti liguri  all’Ospedale Niguarda di Milano, interventi, peraltro, eseguiti dai chirurghi  del San Martino di Genova.  Una strana incongruenza, secondo la delegazione dell’AITF capeggiata dal presidente Nazionale Marco Borgogno, dal suo vice dr. Aldo Giacardi e dal presidente della delegazione Liguria, Vittorio Bosia.

La riunione, promossa dal consigliere Angelo Vaccarezza e dal suo collega piemontese Franco Graglia, ha avuto uno svolgimento utile e propositivo. Alla relazione del presidente Borgogno che ha sottolineato quanto il numero di 27 trapianti del 2016 superi i limiti  previsti dalle normative  del Ministero della Salute per la permanenza di un centro trapianti a Genova, oltre a considerare (tema ripreso nel suo intervento anche da Bosia) le difficoltà per i pazienti e per i rispettivi famigliari in questa peregrinazione tra Genova e Milano, ha risposto dettagliatamente il presidente Toti,  affermando di ritenere la richiesta ragionevole;  quindi, illustrando la situazione della sanità ligure, ha assunto l’impegno di  vagliare con la  Giunta, in occasione di una riorganizzazione del settore, anche il  suggerimento proposto  da AITF, dopo averlo approfondito con i funzionari del settore; riservandosi una risposta definitiva entro l’anno.

Marco BorgognoNel medesimo contesto si è accennato alla questione “donazioni degli organi”.  Sono in Italia 9.300 i pazienti in lista d’attesa per ricevere un organo (rene, fegato, cuore, pancreas, polmoni, intestino) ed una media annuale di circa 2.300 donatori. Si tratta di porre in atto la legge definita “Una scelta in Comune” che prevede all’atto dell’emissione o del rinnovo della Carta d’Identità di manifestare liberamente la propria intenzione nel merito.  Ciò permetterebbe la creazione di un apposito repertorio nazionale facilitando così la scelta dei famigliari costretti ad assumere decisioni sofferte in momenti non certamente sereni.  Attualmente in Liguria sono 32 i comuni che hanno aderito alla disposizione del Ministero della Sanità, tra questi tutti i capoluoghi di provincia che rappresentano la maggioranza della popolazione. I consiglieri regionali presenti, ritenendo eticamente importante l’adozione di questo provvedimento, hanno condiviso di proporre ai rispettivi organi collegiali di Liguria e Piemonte un ordine del giorno sul tema, per sensibilizzare i comuni e l’opinione pubblica ad adeguarsi velocemente alla normativa di legge. Il presidente Borgogno, anche a nome dei suoi collaboratori presenti, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Da circa un anno abbiamo sollevato un problema che ci pare, quanto meno, da approfondire. Ora l’impegno del presidente Toti, che ringraziamo per la sua disponibilità, darà una risposta definitiva ad una situazione che a prima vista pare contraddittoria. Usciamo soddisfatti da questo incontro nell’unico interesse della categoria che rappresentiamo a livello nazionale”.

 

Fonte Ufficio stampa AITF
Nella foto, Marco Borgogno

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