In Toscana teatro in carcere con “Destini incrociati”

In Toscana teatro in carcere con “Destini incrociati”

Fondazione Sistema Toscana/Mediateca Toscana
TEATRO IN CARCERE: A GIUGNO AL VIA “DESTINI INCROCIATI”
La prima rassegna nazionale di Teatro in Carcere si terrà in Toscana dal 20 al 23 giugno
Per gli spettacoli in carcere iscrizioni entro il 31 maggio. Focus su intoscana.it

 

Dal 20 al 23 giugno 2012 si terrà in Toscana la prima rassegna nazionale di Teatro in Carcere dal titolo “Destini Incrociati”. L’iniziativa è realizzata dal Coordinamento Nazionale teatro in carcere e dal Teatro Popolare d’Arte col sostegno della Regione Toscana – che da circa quindici anni investe su questo tipo di esperienze – il patrocinio del Ministero della Giustizia, del Ministero dei Beni Culturali e si avvale della collaborazione di Fondazione Sistema Toscana e di intoscana.it. intoscana.it racconterà l’evento attraverso una pagina speciale creata ad hoc (www.intoscana.it/teatroincarcere) nella quale già confluiscono gli aggiornamenti e tutti i video, anche integrali, degli spettacoli e le interviste ai protagonisti. Il Portale ufficiale della Toscana affianca da diversi anni la Regione nel progetto Teatro in Carcere. La Toscana è infatti l’unica regione in Italia a sostenere un progetto coordinato “di rete” delle attività di spettacolo all’interno degli istituti penitenziari.
La direzione artistica della rassegna è affidata a Gianfranco Capitta, Sergio Givone, Vito Minoia, Valeria Ottolenghi. Gli spettacoli, frutto dei laboratori produttivi realizzati con i detenuti, andranno in scena nelle carceri di Sollicciano e La Dogaia di Prato, mentre la sezione esterna, composta da spettacoli, conferenze, mostre e convegni, sarà ospitata al Teatro delle Arti di Lastra a Signa e a Montelupo. Tutti gli spettacoli della rassegna sono ad ingresso gratuito. Per partecipare a quelli che si terranno in carcere inviare una mail a direzione@tparte.it e promozione@tparte.it entro il 31 maggio 2012, indicando: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, numero di carta d’identità o di un altro documento valido, telefono, email specificando a quale spettacolo si vuole partecipare. E’ necessario presentarsi direttamente all’entrata del carcere 30 minuti prima dell’inizio degli spettacoli con un documento e senza borse nè cellulari.

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Destini Incrociati, prima rassegna nazionale di teatro in carcere, che si svolgerà tra Firenze, Prato e Lastra a Signa, dal 20 al 23 giugno, è la prima iniziativa pubblica del Coordinamento Nazionale teatro in carcere, nato a Urbania nel gennaio del 2011, allo scopo di creare occasioni di confronto e di qualificazione del movimento teatrale sorto all’interno delle carceri. Del Coordinamento fanno parte più di trenta gruppi distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Oltre agli spettacoli, Destini Incrociati presenterà una sezione di conferenze, mostre e convegni che intendono restituire la ricchezza e la diffusione ormai capillare di questo importante settore del teatro italiano, che ha evidenti ricadute sulla funzione di riabilitazione che il carcere deve istituzionalmente sviluppare.

Scrive il regista Gianfranco Pedullà, attivo con il suo Teatro Popolare d’Arte nella Casa circondariale di Arezzo, Prato e Pistoia: “La produzione teatrale nata in carcere ci costringe a riconsiderare gli elementi primari della comunicazione scenica, il senso del teatro nella nostra società, le possibilità di creare un evento, un mistero, il manifestarsi di un rito teatrale non autoreferenziale, non estetizzante bensì operativo ed efficace. Un teatro che va oltre la prosa e che utilizza linguaggi nei quali le culture e le lingue possono incrociarsi, creando nuove alchimie sceniche. Il teatro in carcere appare, nei casi migliori, come un’esperienza teatrale popolare e, insieme, di elevata qualità artistica”.

Il Coordinamento Nazionale teatro in carcere ha voluto questa rassegna per far emergere più chiaramente sia l’importanza sociale che l’originalità del lavoro nelle carceri, in un momento in cui le crescenti difficoltà economiche rischiano di aggravare gli annosi problemi degli istituti di pena: sovraffollamento, carenza di personale, ritorno a un carcere prettamente esecutivo della pena, crescita del numero di detenuti stranieri e giovani. In Italia il teatro in carcere si colloca per progettualità e tensione etica nel campo del teatro a funzione pubblica, in quella corrente originaria del teatro pubblico europeo che – nel corso del Novecento – cercava di praticare un teatro d’arte al servizio della comunità (si pensi a figure come Jacques Copeau e Jean Vilar). Il teatro in carcere partecipa di quei movimenti culturali che, dagli anni Sessanta in poi, hanno contribuito a portare il teatro fuori dai teatri, fuori dagli spazi canonici rimettendolo in relazione con la complessità crescente della nostra società. Il programma della rassegna e informazioni utili anche su www.tparte.it

 

Programma destini incrociati [file.pdf]

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