Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Keystone / Cyril Zingaro
L’inchiesta sul tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana si amplia. La giustizia vallesana ha incriminato il sindaco del Comune, Nicolas Féraud. Secondo quanto rivelato dal quotidiano 24 heures altre quattro persone sono coinvolte: un ex municipale responsabile della sicurezza pubblica, l’ex responsabile della sicurezza antincendio e il suo vice, nonché un membro dell’attuale squadra della sicurezza pubblica.Sono ora nove le persone incriminate nell’ambito dell’inchiesta su questo dramma che ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115. Tutti gli indagati devono rispondere di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. La notizia è stata ampiamente ripresa dai media svizzeri, così come dalla stampa internazionale, in primo luogo in Italia e in Francia, due Paesi particolarmente colpiti dalla tragedia.Questo grande clamore e l’emozione legata all’entità del dramma fanno sì che molte persone e molti media abbiano opinioni molto nette sul caso e sul funzionamento della giustizia vallesana, senza nemmeno conoscere tutti gli elementi del dossier. Ciò ha spinto lo scrittore neocastellano Nicolas Feuz a reagire con un lungo commento pubblicato da Watson, in cui analizza nel dettaglio gli ingranaggi dell’inchiesta. Giudice istruttore e poi procuratore per 27 anni, giunge alla conclusione che il lavoro della giustizia “non sarebbe stato molto diverso in un altro cantone”.
Il servizio proviene da www.svizzera.it
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La notizia ripresa da tvsvizzera.it
L’analisi di Nicolas Feuz su Watson




