IN ATTESA DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Brevi personali analisi e considerazioni sull’importamza di un ruolo che non deve essere semplicemente ambito, ma prioritariamente assunto per il massimo conforto di tutti i cittadini

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Ci risiamo. Ogni volta che termina un mandato nell’ambito della politica ai vertici ministeriali o presidenziali, la corsa al successivo candidato è senza freni (inibitori), e solo apparentemente ovattata… dalla pseudo discrezione. È il caso, di questi ultimi mesi (il cosiddetto semestre bianco) per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, un ruolo assai ambito… a qualunque età, anche (pare) dal super  ambizioso Silvio Berlusconi, oggi 85enne… Ebbene, perché si ambisce a tale carica istituzionale? Io credo, con decisa convinzione, che alla base ci sia il desiderio-bisogno di soddisfare il proprio Ego, un po’ meno quello di avere “a cuore” le sorti di un Paese; non che le si voglia stravolgere, bene inteso, ma semplicemente perché migliorarle e tutelarle richiede in primis un particolare impegno e una forte determinazione, a cominciare dal concretizzare tutti gli articoli della Costituzione, ivi compresi le leggi in corso e di tutte quelle che vengono emanate. Diversamente, a mio avviso, non si va da nessuna parte… e le varie realtà di questi ultini anni ne hanno dato conferma. Si dice, da sempre, che il presidente della Repubblica è garante della Costituzione ma se la stessa non viene rispettata anche dai membri che sono al potere, mi sembra che tale garanzia venga meno; come pure Egli è a capo della Magistratura ma, con i gravi dissidi che vi sono stati all’interno, va da sé che si continui a non andare da nessuna parte… Quindi, il popolo è perennemente in balia dei troppi ambiziosi e, per certi versi, costretto a subire ciò che non dovrebbe proprio in ragione del fatto che la nostra “bella e moderna” Costituzione, composta da 139 articoli e XVIII Disposizioni transitorie, se osservata da tutti (ripeto da tutti) e applicata con maggior rigore non mi porterebbe a stare qui a dissentire. Del resto, in calce alla stessa è detto che «spetta a chiunque osservarla e fatta osservare», non in senso figurato ma nella concretezza. Or bene, chiunque sia designato a salire al Colle dovrà rappresentare al meglio noi tutti, ma se si dovesse ripetere quella sorta di astrattismo (si noti il termine non virgolettato) che abbiamo in parte constatato sinora, ci sarebbe da coprirsi con un velo il meno trasparente possibile! Rievocando gli ideali e le azioni che hanno portato all’Unità d’Italia, c’è da esserne orgogliosi e onorare continuamente la memoria di quei “valorosi” sicuramente eroi, giacché in parte avranno certamente sacrificato la propria vita; ragione per cui diventare presidente della Repubblica significa rappresentare tutti loro, ma anche tutti noi eredi nel modo più concreto possibile: una vita sacrificata per  ideali di uguaglianza e parità non deve restare “sepolta” con il corpo, poiché lo spirito ancora vive e deve continuare ad esistere nella coscienza e nelle resposnsabilità non solo di un Presidente ma anche della popolazione. Inoltre, va ricordato, che la nostra Repubblica poggia le sue basi sulla Democrazia, altro termine di grande impegno che soprattutto in questi ultimi decenni è stato a dir poco disatteso, lasciando ampio spazio a demagogia e ipocrisia cui sono seguiti fatti e misfatti… pressoché quotidiani. Si pensi ad esempio al tarlo della burocrazia che mai nessun parlamentare si è adoperato ad alienare, ad eccezione di qualcuno che ha provveduto a snellire l’enorme fardello di leggi e leggine, in parte obsolete e non più rispondenti ai doveri e ai diritti degli italiani. Questa inottemperanza, assai deplorevole e dannosa per il vivere quotidiano, non era certo contemplata negli intenti dei padri della Costituente, ragione per cui le esigenze di oggi dovrebbero essere (a mio avviso) tra i pensieri prioritari (e pragmatici) del futuro presidente dela Repubblica, e questo non perché chi scrive ha la presunzione di “suggeritore”, ma piuttosto perché per riconoscere tale carica deve (o dovrebbe) garantire un minimo di sicurezza e stabilità per tutti noi… oltre che per Lui stesso. Probabilmente quanto espresso sinora può essere inteso come il compendio di personali opinioni, ma va da sé che se tutti avessimo opinioni chiare e comuni, non esisterebbe conversazione e libertà di pensiero!

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