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Imminente la revisione dei livelli essenziali di assistenza

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Innovazioni in tema di assistenza sanitaria in ambito nazionale. Indubbi gli sforzi del Ministero e delle Istituzioni locali per mantenere l’erogazione delle prestazioni sanitarie, ma sempre a prezzo di sacrifici dei cittadini-pazienti che in non pochi  casi devono fare i conti  con le proprie scarse risorse e talvolta con le molteplici patologie.


di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

forbici che tagliano un foglio con la scritta SanitàSono in dirittura d’arrivo i nuovi protocolli terapeutici in rapporto alle esigenze sanitarie del nostro Paese. E ciò a garanzia di servizi sia quelli gratuiti che quelli con pagamento di ticket. Una sorta di revisione degli ormai noti Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che ha comportato nove mesi di lavoro, peraltro assai complesso, da parte del Ministero della Salute e delle Regioni.

Di fronte alla erogazione di nuove prestazioni e di altre ritenute ormai obsolete e quindi superate, i nuovi LEA prevedono un controllo ai medici da parte delle Regioni per verificare la “reale” corrispondenza tra prestazioni e diagnosi, al fine di garantire una maggiore appropriatezza delle prescrizioni, soprattutto per quanto riguarda 160 nuove prestazioni. Relativamente agli esami definiti “reflex”, ossia quelli che prevedono un duplice accertamento diagnostico, comprenderanno il secondo esame soltanto se l’esito del primo sarà risultato incerto o incompleto. Per quanto riguarda l’assistenza integrativa e protesica saranno forniti gratuitamente i cosiddetti prodotti “aproteici” per i malati nefropatici cronici e prodotti addensanti; oltre a nuovi dispositivi e ausilii (oggi non compresi nei LEA) come quelli informatici e per la comunicazione (apparecchi acustici digitali) a favore dei disabili con importanti limitazioni funzionali e di relazione come i malati di SLA, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, etc. Ma anche macchine per i muscoli respiratori, vari presidi per la mobilità in bagno, carrozzine con sistema di verticalizzazione, scooter a quattro ruote, kit di motorizzazione universale per carrozzine, sollevatori fissi, carrelli servoscala per interni, etc. Per queste ed altre prestazioni è prevista una serie di misure per contenere la spesa e comunque nel rispetto della appropriatezza.

Per quanto concerne l’assistenza ospedaliera, nei LEA verrà inserita l’epidurale (trattamento analgesico per il parto indolore, ndr), con l’intento di ridurre il ricorso al parto cesareo fissando soglie massime il cui superamento darà luogo a misure disincentivanti che saranno attuate dalle singole Regioni; sarà quindi invocata una maggior appropriatezza per i ricoveri in day hospital (D.H.), con il trasferimento di molte prestazioni diagnostiche in regime ambulatoriale soggetto a ticket, come pure per i ricoveri in day surgery (D.S.) e anche per i ricoveri ordinari di lungodegenza e riabilitazione. Da tutto ciò potrebbe derivare un risparmio annuo di svariate decine di milioni di euro.

Un capitolo di particolare attenzione riguarda l’inserimento nei LEA di 110 malattie rare esenti da compartecipazione della spesa da parte dei pazienti, tra queste le broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO), siano esse gravi o moderate, le osteomieliti croniche, le patologie renali croniche, il rene policistico, la sindrome da Talidomide, la endometriosi; saranno esenti dalla compartecipazione alla spesa anche i donatori d’organo. La sindrome di Down e la Celiachia passano dalla categoria di malattie rare a quella di malattie croniche.

forbici che tagliano in due la penisola italianaSe l’obiettivo del Dicastero competente, con la fattiva collaborazione delle Regioni, è finalizzato ad un reale e consistente risparmio di denaro (che prevede ulteriori tagli alla spesa, sic!) all’insegna di una sempre più “rigida” appropriatezza delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche, verrebbe da dire ben venga la revisione dei LEA; ma se in questo percorso, come è accaduto sinora, si incontreranno ostacoli di cattiva gestione del sistema sia da parte degli Enti erogatori che di taluni cittadini fruitori, non propriamente etici nei confronti delle Strutture sanitarie, allora assisteremo al perpetuarsi del fallimento del Federalismo sanitario, una “cariatide” che contribuirà ulteriormente ad incancrenire il nostro Sistema Sanitario, una volta invidiatoci da tutti i Paesi del continente ed oltre, come a voler dire che si stava meglio quando si stava peggio…

E a proposito di Governo centrale c’era chi per molto tempo sino alla sua “decaduta”, affermava con atto d’accusa: “Roma ladrona…”. Ma non c’é centralità o regionalità che tenga, in quanto il buon andamento di una nazione dipende dalle reali competenze e onestà intellettuale dei suoi gestori, come pure da quella di ogni singolo cittadino contribuente e fruitore di beni e servizi. Utopia? Forse, ma per l’ennesima volta stiamo ad osservare!

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