IL PIANTO PER L’ASCESA DEGLI EVENTI AVVERSI

Bisogna avere il coraggio e l’onestà intellettuale di additare ogni disfunzione politica e sociale, e non illudersi di qualche remissione… sarebbe una ulteriore delusione

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Non mi stancherò mai di puntare il dito contro un “sistema Italia”, Paese in cui tutto si fa e nulla si migliora e ancor meno si conclude. La politica, come la cronaca nera e giudiziaria, sono gli eventi sempre in primo piano e, tra i molteplici aderenti e protagonisti, a mio avviso non se ne salva uno: nel primo caso come sempre si eccede nella incontenibile ambizione di ricoprire una carica pubblica con la motivazione (altruistica?) di voler sanare la situazione del Paese, nel secondo caso la continua ascesa di autori di misfatti che ogni giorno commettono reati contro la persona e contro il patrimonio; inoltre infortuni e decessi sul posto di lavoro rappresentano la quotidianità. È un vero e proprio bollettino di guerra che, in proporzione, si avvicina a quello in epoca di conflitto. E, come se non bastasse, ogni volta che gli esseri umani vengono coinvolti in drammi causati dalla Natura (quando non sono loro stessi i primi responsabili), i problemi si ingigantiscono con notevoli ricadute di danni sulla collettività. A completare l’opera in questi ultimi due anni si è inserita la pandemia la cui gestione politico-governativa continuamente lascia molto a desiderare tra scandali, giri di poltrone, sterili dibattiti pubblici, inefficienze per pseudocompetenze e speculazioni varie. Poi, per coprire o attenuare il tutto viene comodo tirare in ballo la Carta costituzionale, facendo parlare nelle occasioni più “ad hoc” chi la rappresenta in primis. Intanto, un esercito di operatori sanitari (volontari compresi) sono sempre in prima linea, la cui intraprendenza e i relativi sacrifici hanno contribuito e contribuiscono a curare senza tregua e a salvare vite umane. Ma quello che sconcerta ulteriormente è che si va sempre più estendendo la difficoltà di comunicazione, cui seguono incomprensioni (anche banali) e divergenze non solo tra persone comuni ma anche tra le stesse e le Istituzioni; anzi, queste ultime non sono più disposte a ricevere il cittadino anche per un “semplice” ma necessario colloquio, invitandolo a scrivere una e-mail per esporre il quesito o eventuali necessità. Una escamotage (che ormai dura da diversi anni) per conoscere in anteprima il problema lamentato e, se non “non conviene”,  ovviamente l’udienza non avverrà mai…! Inoltre, ci sono i call center e le ben istruite Segreterie che fanno da filtro, altri ostacoli per tenere lontano il cittadino che viene privato in primis del diritto di trasparenza… e poi di tutto il resto! In buona sostanza questa è l’Italia d’oggi, che si vorrebbe cambiare ma che nessuno è in grado di agire in merito, ma soprattutto non si vuole perché, a mio dire (e ne sono sempre più convinto) si destabilizzerebbe un sistema che nemmeno i migliori prìncipi del Foro sarebbero in grado  di farvi fronte. In effetti, bisogna ammettere che nessun politico illuminato e di buone intenzioni (chi ne conosce qualcuno?) ha la soluzione in tasca, mentre è invece dotato di tanta voglia di parlare a vuoto…

Ma cosa significa realmente mettersi in poltica (a qualunqe età), spesso senza né arte e né parte? Attualmente tra questi candidati figurano anche imprenditori e professionisti vari (alcuni assai sconosciuti sino ad oggi) che, insoddisfatti del loro ruolo imprenditoriale e professionale, vanno cercando altri appagamenti quali un po’ di potere, visibilità, ulteriori introiti e chissà cos’altro ancora. A mio parere sono ammalati di assuefazione che produce “buonismo” e nello stesso tempo si sentono votati a salvatori della Patria, credendo che rappresentare una fazione poltica piuttosto che un’altra, li porti a migliorare qualche situazione locale, non prima, però, di aver battagliato con oppositori o nemici sul campo… intrallazzi permettendo. È un piccolo esercito che, personalmente, per certi versi ritengo essere ulteriormente affetto da inettitudine e opportunismo, soldati della conduzione umana che non ci dimostrano le loro potenzialità e men che meno ci offrono qualche garanzia nel saper fare quanto vanno promettendo a destra e a manca, con il risultato finale che l’illusione confluisce inevitabilmente nella delusione. Io credo che per dimostrare di avere a cuore il benessere dei propri concittadini bisogna anzitutto agire con etica (rara virtù), più sobrietà, promettere solo il sicuro indispensabile e presenziare pubblicamente il meno possibile: le strette di mano e i selfie non sono certo una garanzia ma un gratuito narcisismo che nuoce alla salute pubblica. E nel frattempo, la gente muore (mentre in molti casi si potrebbe evitare), altri ancora permangono nella indigenza, e non si vuole accettare che si è destinati ad invecchiare, ad ammalarsi, a contrarre un handicap e a riconoscere il rispetto dei diritti come la salute e la vita. Ma ciò, il più delle volte, implica investimenti in risorse di varia natura che non si vogliono fare; ed è così che un Paese come l’Italia è destinato a decrescere inesorabilmente… lasciando ampio spazio ad un mondo di lacrime che nessuno è in grado di asciuugare!

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