IL “MISTERO” DEL PATRIMONIO DELL’IGNORANZA UMANA

Dando per scontato che non esiste la perfezione in nessuna manifestazione umana, il fatto di non voler superare l’ignoranza attiva costituisce un’aggravante a  discapito della collettività

di Ernesto Bodini (giornalista e opinionista)

Da molto tempo non se parla, oppure se ne parla molto ma in modo retorico e distratto… Di cosa si tratta? È noto che l’ignoranza (sia attiva che passiva) accompagna l’uomo durante il corso della sua esistenza, un dato di fatto che lo caratterizza e lo contraddistingue in ogni sua espressione e ogni sua azione. È indubbiamente un “difetto congenito” che risale alla Genesi ed è alquanto deleterio perché ad essa spesso si accompagna la cattiveria, ossia l’uomo non perde occasione per fare del male ai suoi simili, agli animali e persino a tutto ciò che compone la Natura. Ma quel che è peggio, a mio avviso, è che l’ignoranza sia attiva che passiva è causa di comportanenti ulteriormente lesivi anche nei confronti della sofferenza altrui: una persona può essere affetta anche da gravi problemi di salute e chi gli sta accanto proprio perché non meno ignorante di altri (parente, collega, vicino di casa, etc.), si accanisce ulteriormente. Il problema potrebbe essere materia di psicologi e psichiatri, ma credo che questi “specialisti della mente umana” ben poco possano fare. Viene quindi da chiedersi perché l’essere umano continua a mantenere quest’indole di particolare “bellicosità” nei confronti di un altro essere umano, ancor più se già sofferente, e senza sforzarsi di ridimensionare la sua limitatezza. Il quesito è forse ancestrale e una risposta non è certo disponibile, ma il difetto dell’ignoranza (sia pur intrinseco) andrebbe ripreso ed analizzato approfonditamente, giacché nemmeno la pietas ridimensionerebbe il grado di ignoranza delle persone. È pur vero che la completezza del carattere umano comprende proprio anche l’essere ignorante, e non solo nel senso di ignoscere (il non conoscere e il non voler sapere), ma anche in quello di ritenersi, con estrema convinzione, dalla parte del giusto, del corretto e se non anche della perfezione. Relativamente al comportamento umano Socrate sosteneva, come ci ricordano gli storici e i biografi, che l’uomo compie il male perché non conosce il bene; una convizione (l’unica) che personalmente ho sempre contestato perché, obiettivamente, sappiamo tutti che chi compie una cattiva azione nei confronti di un suo simile (ad eccezione di chi soffre di particolari malattie mentali), è ben cosciente di fargli del male…  e quindi di procurargli sofferenza fisica e/o psicologica. Probabilmente per molti lettori ho detto cose scontate, per altri più o meno discutibili, ma ciò non toglie che l’argomento “ignoranza” vada ripreso e soggetto ad analisi con l’obiettivo di limitarne i danni, sia all’interno di una comune famiglia o di una più estesa collettività. Poiché tale argomento è assai diffuso e difficilmente gestibile, si è scritta una infinità di aforismi e detti popolari, taluni intelligenti e razionali e altri più poveri di spirito e non meritevoli di attenzione; tuttavia, tra questi emerge: «Dove l’ignoranza con arroganza umilia, il silenzio con eleganza insegna»; e proprio perché, come si è detto, il popolo non ne è totalmente privo, ben si addice anche il seguente aforisma: «Spesso gli ignoranti distruggono tutto ciò che non capiscono… o non vogliono sapere».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.