Il comitato d'iniziativa Bussola, al momento della consegna delle firme alla Cancelleria federale nell'agosto 2025. Keystone / Peter Klaunzer
Singola o doppia? Non si tratta di una partita di tennis, ma del tipo di votazione a cui dovrà essere sottoposto il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l’Unione Europea. Per il Consiglio federale, qualora si arrivi a una votazione tramite referendum facoltativo dovrebbe bastare la maggioranza semplice del popolo. Ma un’iniziativa si oppone.
Secondo il Governo, il referendum facoltativo corrisponde alla prassi seguita per i Bilaterali I e II. Dal punto di vista democratico, rappresenta “la soluzione più appropriata”. Tuttavia, l’Iniziativa Bussola, lanciata nel 2024, chiede che ogni trattato internazionale che prevede il recepimento di disposizioni importanti contenenti norme di diritto, compreso il pacchetto di accordi con Bruxelles (che l’iniziativa menziona esplicitamente), sia sottoposto a referendum obbligatorio, con doppia maggioranza di popolo e Cantoni.
Il Consiglio federale ha respinto il testo giovedì, senza proporre un controprogetto. Già mercoledì aveva espresso la propria opposizione a un progetto di commissione che chiedeva un voto a doppia maggioranza.
Ottenere un “sì” in occasione della votazione sui Bilaterali III sarebbe molto più arduo se fosse richiesta la maggioranza dei Cantoni, poiché i Cantoni più piccoli, tendenzialmente conservatori, tendono a votare “no” sulle questioni di integrazione europea. Secondo alcuni politologi e politologhe, sarebbe necessaria una maggioranza popolare di circa il 55% per ottenere anche una maggioranza dei Cantoni certa.
Il servizio proviene da www.tvsvizzera.it
Più informazioni sul tema:
- Tutti i dettagli tecnici nell’articolo della RTS
“Iniziativa bussola”: “Inadeguata”, secondo il Governo, su RSI
Il comunicato del Consiglio federale sull’iniziativa Bussola
Le spiegazioni del mio collega Balz Rigendinger sull’importanza della maggioranza dei Cantoni




