Il castagnaccio

di Francesca Lippi

Oggi vi presentiamo il castagnaccio, dolce tipico toscano, antico e povero.
Per anni il castagnaccio è stato bistrattato. Realizzato con la farina di castagne e pochi altri ingredienti, è finito nel dimenticatoio per poi ricomparire, con più forza, in questi ultimi anni di crisi economica.
Oggi ve lo proponiamo nella sua ricetta originale. Tra gli ingredienti trovate i vari “facoltativi”, perché anticamente il latte, le noci, lo zucchero, non venivano usati, altrimenti il costo del dolce sarebbe stato troppo alto per le famiglie. Se decidete di prepararlo come si faceva anticamente non aggiungete gli ingredienti facoltativi, ma sarà molto buono lo stesso, perché la farina di castagne è naturalmente dolce.

Igredienti

gr. 500 farina di castagne
4 cucchiai di olio di oliva
3 bicchieri di acqua o a scelta di latte
1 pizzico di sale
30 gr. di pinoli
2 rametti di ramerino
50 gr. di uvetta sultanina
10 gherigli di noci (facoltativo)
4 cucchiai di zucchero (facoltativo)

Preparazione

Accendete il forno e portatelo ad 180° di temperatura, versate l’uvetta sultanina in un bicchiere d’acqua tiepida e lasciatevela per almeno 10 minuti.
Prendete una ciotola capiente e versatevi la farina di castagne, aggiungete il sale, lo zucchero (facoltativo) e l’acqua o il latte. Girate il composto con un mestolo di legno, fino a quando questo non raggiunge una consistenza morbida ma non troppo liquida. Unite i pinoli e l’uvetta sultanina, amalgamandoli bene.

Ungete una teglia da forno rettangolare con l’olio di oliva. Versatevi il composto, poi aggiungete sopra qualche rametto di rosmarino. Infornate per 30/40 minuti, controllando via, via il grado di cottura.

Togliete e lasciate raffreddare.

Servite il dolce con un buon vin santo, passito o con un vino liquoroso, non facilmente reperibile, “L’Aleatico”, che ha un gusto meraviglioso, prodotto all’Isola d’Elba. C’è chi gusta il castagnaccio aggiungendovi della panna fresca o del miele. Ma il castagnaccio è un dolce toscano povero, perciò ve lo consigliamo così come proposto dalla sua antica ricetta, senza aggiungervi nulla.

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