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Salvatore Verde “Il carcere manicomio”: libro-denuncia sui “crimini di pace” – 3^ parte

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Come suggerisce il titolo, la parte più significativa di questo saggio è quella che si occupa del disagio psichico, di cui soffrono sempre più detenuti. Ancora una volta Salvatore Verde ci dà una dimensione precisa del fenomeno, evidenziando anche quanto sia difficile ormai reperire tali dati visto che «da qualche anno l’amministrazione penitenziaria ha “oscurato” le sue statistiche sui cosiddetti “eventi critici”» : «Nel 2010 nel nostro sistema penitenziario vi sono stati 66 suicidi, 1.134 tentati suicidi, 5.603 atti di autolesionismo». Ma, contro ogni logica di buon senso prima ancora che umanitaria, la risposta a questi numeri è stata un drastico ridimensionamento delle risorse destinate a fronteggiare queste problematiche: «negli ultimi dieci anni il fondo per l’intervento degli psicologi penitenziari si è ridotto di quasi il 70%».

Da questo saggio apprendiamo, inoltre, che le ricerche hanno dimostrato come vi sia una correlazione tra malfunzionamento dei servizi psichiatrici territoriali – in buona parte riconducibile alla riduzione della spesa pubblica per il welfare – e aumento del numero di  persone con disturbo mentale rinchiuse nelle carceri o negli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG). Anche questo fenomeno, peraltro, non è uniforme sul territorio nazionale:  esistono zone più virtuose in cui il disagio psichico trova risposte adeguate, in grado di “neutralizzare” la potenziale pericolosità sociale di determinati malati, e territori in cui, invece, questa attività preventiva manca o non è svolta in maniera adeguata, con la conseguenza che è molto elevato il numero di malati rinchiusi negli OPG e, soprattutto, nelle carceri.

Il carcere manicomio è evidentemente denso di contenuti e ricco di evidenze empiriche, pertanto fondamentale per prendere coscienza dell’esistenza dei “crimini di pace” (espressione coniata da  Franco e Franca Ongaro Basaglia nel 1975).

Alcuni lettori resteranno forse un po’ delusi da questa trattazione quasi asettica, ma numeri e logica a volte possono essere eloquenti e drammatici tanto quanto testimonianze di vita vissuta o discorsi impregnati di pathos.

Autore e casa editrice (Sensibili alle foglie) meritano, inoltre, una lode per aver favorito la fruizione dell’opera, rendendola disponibile sia in formato cartaceo, acquistabile a pagamento, che in versione e-book, scaricabile gratuitamente (www.ilcarceremanicomio.it)

Marcella Onnis – redattrice

marcella.onnis@ilmiogiornale.org

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