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Speciale Raccontonweb: “Il biglietto di Natale” di Lucia Bonanni

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presepe allestito nel boscoIl biglietto di Natale

“Le lanterne devono essere pronte per la Festa della Stella”.
Esclama Martina, rivolgendosi a Giulia e a Nicola.
“Svelti, svelti!”.
Esorta la mamma mentre veste le statuine con i costumi da lei realizzati con pregevole cura.
Il babbo nei quattro angoli della stanza ha messo piccoli covoni di grano in ricordo della stalla dove é nato Gesù, ha procurato il muschio per il presepe, il ceppo per la sera della vigilia e un bellissimo abete. Sulla tovaglia rossa spiccano la ghirlanda di agrifoglio e le candele accese.
La tradizione vuole che la sera di Natale non si debba iniziare la cena sino a quando in cielo non sarà comparsa la prima stella.
Tutti aspettano, poi si dispongono a tavola, lasciando un po’ di spazio per gli ospiti inattesi.
Come ogni anno, tra una portata e l’altra, il babbo legge le letterine, ascolta le poesie recitate a memoria e come sempre regala torroncini al cioccolato e qualche monetina.
Ecco…suonano alla porta… Sono le ciaramelle che intonano la novena a Gesù Bambino mentre la casa si inonda di musiche e canti natalizi.

L’aria é gelida e dentro la chiesa fa freddo, ma i ragazzi vogliono ugualmente prendere parte alla processione  per illuminare con le lanterne la via al Bambino che nasce.
Dal ciglio della strada viene un suono quasi impercettibile.
Nicola si avvicina. É un gattino. Sembra proprio quello che ha visto qualche giorno prima, aggirarsi sotto casa.
“È tutto bagnato! Come sarà finito lì?”. Il ragazzo lo avvolge nella sciarpa e lo scalda.
Ancora un lamento… Una di quelle persone che non ricevono mai doni in occasione del Natale, richiama l’attenzione.
Insieme agli altri si sta bene e in casa di Nicola si respira un clima di serena armonia.
L’ospite si siede accanto al fuoco, sorseggia il vino speziato e racconta. Dice che la sua città era piena di sole, di giardini rigogliosi e di gente.
Fu la sorte avversa a sconvolgere tutto e lei si ritrovò a mendicare sorrisi e qualche parola d’affetto tra visi sconosciuti. Oggi non ha nessuno, l’unica compagnia é quel gattino che tiene sempre con sé.

Nelle notti d’inverno é bello starsene al calduccio. Tra le lenzuola profumate di lavanda la donna si addormenta profondamente.
“Disponete in ordine le vostre scarpe prima di andare a dormire altrimenti Babbo Natale non saprà dove riporre i doni”.
“Ricordatevi di lasciare sul tavolo un bicchiere di latte e dei biscotti per quando sarà qui”.
I bambini sono così indaffarati intorno al gattino che non prestano attenzione a ciò che dicono la mamma e il papà.
Si dimenticano persino di lasciare le scarpe come vuole la consuetudine della festa.
Durante la notte la bufera ha addossato così tanta neve contro la porta di casa che al mattino si rende necessario far intervenire i mezzi di soccorso per poter uscire.
Tra i regali si trovano comunque le racchette per la neve come voleva Giulia, la bambola di porcellana per Martina e la cesta come desiderava Nicola.
Chissà, se Babbo Natale sarà andato a cercare quei regali nel grande emporio lassù in Lapponia!
“Grazie… e… Buon Natale”
Si legge la mattina sul biglietto rinvenuto tra le coltri profumate di lavanda.

Lucia Bonanni

 

Foto Lucia Bonanni

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