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Il bene e il rispetto della vita. Un invito a noi stessi e all’umanità

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I drammi esistenziali nell’Era moderna

di Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

L’escalation dei crimini sembra non aver fine: un delitto ogni due giorni. E nessuno sa porre fine o limite a questa carneficina umana, come se importasse poco a chiunque… Eppure, si dice, la vita è un bene prezioso, ma non abbastanza tanto che non mancano nemmeno i suicidi… Esperti e studiosi in materia come psichiatri, sociologi, antropologi sono invitati ad esprimere pareri, ipotesi ma nessuno è in grado di dire di più proprio perché la mente umana, io credo, è tuttora avvolta in un mistero, insondabile e forse anche inviolabile. Ma cosa sta succedendo a questa nostra società moderna? Non sono bastati gli esempi dei secoli scorsi? Sembra che, sia allora come oggi, ossia prima e dopo l’evoluzione della specie e quindi del progresso culturale, materiale e dei costumi, sostanzialmente non sia cambiato nulla. Forse, ognuno di noi, nella propria intimità si interroga e forse non si dà pace, non solo perché non riesce a comprenderne le cause, ma anche perché si sente in pericolo: la sua incolumità può essere compromessa da un momento all’altro. E allora che fare? A tutti questi quesiti credo che non esista essere umano che sappia dare una risposta “convincente” o comunque razionale, e tanto meno suggerire eventuali rimedi; ma intanto il dramma esistenziale è quasi quotidiano tanto da togliere il sonno di ogni notte…

Invocare, o rievocare la saggezza dei molti filosofi della storia, o comunque di studiosi che hanno dedicato parte della loro vita all’approfondimento della conoscenza dell’animo umano, credo che equivarrebbe a “scomodarli” inutilmente; per contro sarebbe saggio, a mio parere, prendere ad esempio il loro passato esistenziale. Ma anche qui si può incontrare un’incongruenza: sovente citiamo (per nostro comodo) detti e aforismi di molti saggi, quasi a voler rafforzare la tesi di un nostro discorso o di un nostro scritto; ma all’atto pratico siamo poi in grado di concretizzare tali citazioni? Io credo che la vera saggezza, oltre alla coerenza, consista nel porsi in prima persona con azioni quanto si sostiene citando il detto di questo o quel saggio. E l’azione giusta è sempre quella dettata dalla logica e dall’intelletto. È pur vero che non possiamo imitare Socrate, che pur sapendo di essere innocente, e pur potendo fuggire durante l’anno di prigionia, ha deliberatamente accettato il suo destino; ma è altrettanto vero che se nessuno di noi è indotto a bere la cicuta, può almeno riflettere sul valore dell’esistenza umana nella considerazione che è un bene inalienabile che appartiene al Supremo di cui siamo tutti Figli ed al quale dobbiamo rendere conto. Una ragione più che sufficiente per imporci ed imporre il rispetto per la vita.

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