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Il 24 ottobre scorso la scomparsa a Torino del prof. Tullio Regge

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Un fisico dallo spirito libero e dal grande talento che diede un notevole contributo alla Fisica e alla divulgazione scientifica

primo piano di Tullio Reggedi Ernesto Bodini
(giornalista scientifico)

È stato un grande fisico, conosciuto in tutto il mondo per il suo ruolo nell’introduzione della Meccanica Quantisitica e della Relatività in generale, ed altrettanto importante  è stato il suo impegno nella divulgazione scientifica. Era nato a Torino nel 1931 dove si era anche laureato in Fisica, per trasferirsi negli Stati Uniti dove nel 1956 dove conseguì il dottorato in Fisica alla Rochester University di New York. Dal 1958 al 1959 collaborò con il fisico tedesco Werner Karl Heinsenberg (1901-1972, premio nobel per la Fisica nel 1932, considerato uno dei fondatori della Meccanica Quantisitica). Due anni dopo ottenne la Cattedra di Fisica all’Università subalpina, e successivamente tornò negli USA alla Princeton University e all’Institute for Advanced Study, e quindi definitivamente in Italia nel 1979. Ma il prof. Regge (che da molti anni era affetto da una forma di distrofia muscolare) si è sempre prodigato anche nel sociale soprattutto per l’abbattimento delle barriere architettoniche, una dedizione per testimoniare che nulla può impedire l’intraprendenza di un disabile, e che nulla poteva impedire la sua attività di conferenziere, divulgatore scientifico e sostenitore di progetti culturali sia a Torino che altrove. Fu anche impegnato in ambito politico che (come riporta La Stampa il 25 ottobre scorso) aveva ricordato così: «Nel 1989 mi offrirono una candidatura come indipendente nelle liste del PCI e sono diventato parlamentare europeo. Cinque anni. Interessanti i primi due, poi un po’ meno. Seduto accanto a me c’era Napolitano, dal lato opposto il giovane Fini, in mezzo Rosy Bindi. Quando il PCI si è sciolto mi sono sentito ancora più libero. Devo dire che la politica allora non era come oggi: non dominavano l’ignoranza e la volgarità».

Tullio Regge mentre parla a un convegnoPersonalmente ho avuto occasione di conoscere il prof. Regge nel 1986 in occasione di una sua conferenza pubblica su “I colori dell’Universo”, che ha tenuto a Torino nell’aula magna del Palazzo dell’Arsenale, e che per questa occasione desidero riproporre. L’incontro-dibattito che ha visto la partecipazione di un folto pubblico, rientrava nel consueto programma dei “Giovedì culturali”. Dopo essersi soffermato sulle origini ancestrali inerenti l’evoluzione galattica descrivendo le scale d’esplorazione e i vari gradi di stanze fra i molteplici corpi celesti, il relatore ha illustrato con numerose diapositive i “segreti” del mondo stellato. Particolarmente suggestive per colori naturali alcune e per colori ad effetto realizzati con l’ausilio dei raggi X e ultravioletti le altre, sono apparse la Mappa di Venere e i suoi crateri, una porzione della Calotta Polare di Marte, il pianeta Giove formato dalla mistura di tutti i componenti chimici organici. Poiché l’universo è fatto di fonti che mettono e nel contempo assorbono luce, la visione di alcuni corpi celesti come la cometa, ha richiamato l’attenzione sulla colorazione bluastra di alcuni e di un blu vivace altri, mentre l’ammasso globulare ha evidenziato un rosso marcato, quasi irreale, che rappresenta la forza gravitazionale. Non meno interessante la Galassia Centaurus A dalla combinazione di colori come il giallo , blu, giallo-oro, rosso, nero, bianco e grigio, motivo di perfetta sintonia quasi paragonabile ad un dipinto che segna la maestosità del creato e la ricca esperienza di ricercatore dello scienziato torinese. Tuttavia, ancora impenetrabili sono i misteri dell’universo, per i quali questa “scienza cromatica” ben si armonizza e crea un ideale parallelo che si accosta alla delicatezza dell’arte pittorica d’ogni epoca.

 

Foto La stampa e Horsemoonpost

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