Foto by Ina Felice Passeri

Servizio di Francesca Lippi
Fare memoria tutti insieme e farla bene, senza frammentazioni, senza lasciare indietro nessuno, per assaporare “il fresco profumo della libertà” in modalità condivisa e dare a questa frase tutto il senso ed il valore che le appartiene. La lettera che abbiamo ricevuto dall’Agesci Zona Conca d’Oro, costituisce una interessante riflessione su una commemorazione che ha lasciato l’amaro in bocca a chi vi ha partecipato.

“Da un paio d’anni, il 23 maggio, non facciamo più il corteo da via D’Amelio fino a via Notarbartolo dove si trova l’albero dedicato a Falcone” spiega Giuseppe Guttuso, nella foto, responsabile Agesci Zona Conca d’Oro,” in questi ultimi due anni si è notato una frammentazione della partecipazione a questo memoriale, dal cerimoniale stesso che ne ha risentito. Noi, quest’anno come Agesci, abbiamo voluto svolgere un’attività nostra con i ragazzi, per poi recarci sotto l’albero di Falcone, ma non sappiamo per quale motivo abbiamo dovuto osservare il minuto di silenzio, ben10 minuti prima della strage, avvenuta alle 17:58. Questo anticipo ha impedito a molte associazioni di vivere questo importante momento, creando un po’ di scompiglio, perché non eravamo tutti, non c’era la Palermo che crede nella commemorazione di Falcone, Morvillo e della scorta. Per questo motivo, il giorno dopo abbiamo scritto una riflessione, condivisa da tutta la Agesci Zona Conca D’Oro perché non importa se, come ci ha spiegato la Fondazione Falcone, c’è stato un malinteso e i tempi non sono stati rispettati, a noi interessa che la memoria sia una cosa condivisa da tutti, senza le frammentazioni che abbiamo avuto negli ultimi anni. La realtà associativa, arricchita dalla presenza delle scuole, è abbastanza ampia in questa giornata, ma deve mettere da parte le polemiche e le divisioni. IL 23 maggio è una giornata gioiosa, per il messaggio che ancora si continua a vivere.”

