I giovedì della poesia: “Una Domenica qualunque”

La piazza era una esplosione di luce.

Il sole di Aprile, intiepidiva il mattino.

Un andirivieni di persone animava le vie

vicine, in un clima gioioso di festa.

Ognuno con la sua storia, le sue emozioni,

e queste si sfioravano inconsapevoli,

le une alle altre, come in fantasmagorico ballo.

Un omino con i suoi palloncini, attirava bambini.

Un pappagallino in gabbietta, sfilava fogliettini

con su scritti destini, che le ragazze leggevano avide.

Un fachiro, lanciava fiammate nell’aria.

L’aria sprizzava giovanili energie, ed io le percepivo,

vive, impulsive, e le respiravo a pieni polmoni.

Giovane, ed ingenuo, era l’angelico viso,

che io tratteggiavo rapito, con sguardo infinito.

Sopra noi, il cielo immenso ed azzurro,

di cui ne eravamo intima parte, ed intorno odor di mimose.

Sul sagrato della chiesa, le persone discutevano amiche,

in attesa della sacra funzione, erano persone semplici,

ed i loro discorsi erano semplici, e semplici e consunti

gli abiti dignitosamente indossati.

Erano persone che ricominciavano a vivere, a sperare,

a ricostruire su dolorose macerie.

Era una Domenica, una Domenica qualunque.

Bruno Guidotti

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