
Perdersi nel sogno
Per quale ignoto e sperduto luogo,
con timore mi aggiro inconscio.
E quale sconosciuta ragione,
fin qua m’ha spinto?
Angoli oscuri lambiscono
tetre vie con spelonche e grotte,
e ove in neri antri si sentono
di passi gli echi, e dei vènti i fiati.
Cauto allora misuro l’andare mio,
e con attenzione intorno guardo,
ma se pur tutto m’è di certo ignoto,
pur parmi avere il luogo già visitato.
Difficile mi è il sentenziare come
arduo è l’orientarmi, ed ostico l’andare
in tali cinture mura, e alte e impervie.
Allora, sui miei passi torno,
ma tutto si è scomposto, tutto s’è mutato.
D’attorno, né rumori, né di vita segno,
tutto nel nulla si è sospeso,
non vi son certezze, né forme, né peso,
ed io sono là, che cerco dell’uscita la giusta via,
ma quando par trovata, tosto muta,
ed io rimango inerme, e nel sogno, resto e vago.
Il disegno in copertina è di Bruno Guidotti




