
Il decollo
Espletate che furono infine le operazioni
d’imbarco, a bordo dell’aereo accedendo,
del comandante ci accoglie il cordiale saluto,
e delle sorridenti assistenti di volo,
il loro gentile e augurale buon viaggio.
Attende l’aereo sulla pista assolata
l’ok del decollo, mentre una hostess
con gesti studiati, mima operazioni
da eseguire in casi d’emergenze nel volo,
più di qualcuno di certo, si è cimentato
in intimi, e personali, nascosti scongiuri.
Rulla l’aereo, ovattati sono i rumori, solo
un leggero vibrare fa percepire il loro respiro.
I passeggeri colloquiano, leggono, sono attenti, sono assorti.
Finalmente dalla torre l’ok tanto atteso.
Lentamente ora si muove l’aereo per andare verso
la sua pista di lancio, sul terreno ogni tanto sobbalza,
ognuno è chiuso in sé stesso, c’è leggera tensione.
Ora l’aereo fa un semicerchio, rallenta, quasi si ferma,
quindi lentamente si allinea alla pista,
vi è assoluto silenzio, poi l’improvviso accelerare
dei motori che assorda, e la folle rincorsa,
i reattori hanno gran rabbia, uno strappo, e il decollo.
Prende quota l’aereo, indi vira largo sul mare, per poi risalire.
Dal finestrino, vedo del mare l’azzurra distesa, e del cielo
il celeste infinito, più in alto, l’accecante splendore del sole.

Bruno Guidotti è un poliedrico autore che rappresenta sempre la vita ed i problemi che questa presenta. Autore di poesie di notevole spessore relative alle varie esperienze umane: le fatiche, le speranze, i rimpianti, le frustrazioni, le scene di vita. Opere sempre velate di malinconica dolcezza, si fissano all’animo sensibile in maniera indelebile. In relazione ai suoi disegni e ai suoi dipinti, si evidenzia la vibrosità che conferisce dinamismo e notevole movimento alla composizione. Guidotti rifiuta qualsiasi collocamento ad eventuali movimenti stilistici. Alle sue opere dobbiamo avvicinarci liberi da ogni schema mentale, per poterne apprezzare appieno il suo talento.




