I giovedì della poesia: “Come danza” di Francesco Augello

Il poeta agrigentino Francesco Augello, osserva la vita attraverso lo specchio di una profonda interiorità che riflette, nel suo incedere poetico, la visione di un “decadentismo positivo del XXI secolo”, ma che porta  dentro, in una soluzione di continuità con il decadente, il recupero di una visione romantica della vita, ribellandosi ad una  assenza di quest’ultima, ma senza rinunciare ad un altrove ideale.  Solo in tal misura, e in tale autentica apparente contrapposizione, nella sua indagine, proprio come un “decadentista” egli scava nel profondo, in un mondo interiore dal quale recupera un linguaggio ricco di emozioni, di sensazioni e che riflette con pienezza sul lettore, come un volerlo accompagnare verso un mondo invisibile, impalpabile. In ogni verso si legge quella emotività, quella fantasia e quella fervida immaginazione che tratteggiano in parte il carattere del poeta che ama confezionare continue associazioni, una esatta corrispondenza tra parole e immagini mentali. Una poesia che si accompagna con ritmi musicali, non solo nell’evidenza verbale, nelle parole, ma sembra che anche la sonorità della poesia, recitata dallo stesso poeta, e che conferisce autenticità perenne alla stessa, insieme alla base sonora che l’accompagna, non siano per nulla elementi casuali. Ciò parrebbe dimostrare che il poeta, pur non rifiutando le leggi di un rigida metrica,  voglia rapportare l’IO alla società tutta, così come dimostrano molte altre sue poesie. Il poeta Augello si ribella al senso di sfiducia e di angoscia,  tipico invece del poeta decadente, ma non rinnega la ragione, facendo leva su quella “polvere sottile” che alberga, secondo lo stesso, nell’anima di ciascuno e che egli invita fortemente a recuperare, pur anche nella solitudine, superando quella visione negativa che ogni legge o sostanza terrena vorrebbero imporci prepotentemente, un invito ad andare avanti, a non decadere, seguendo e realizzando quella personale “danza”, oltre la morsa della sofferenza, spesso dell’assurdo terreno e dell’esistenza umana stessa.

Link audio poesia:https://www.francescoaugello.it/poesie/comedanza.mp3

Come danza

C’è un soffio in ogni essere
portatore di benessere
è una polvere sottile
ma resistente come colla di vinile
C’è un soffio che resiste
nell’anima più profonda
motore di ogni sentimento,
dal faceto al non udito lamento
Un soffio che è vita, speranza,
è come una danza,
frutto di una segreta poesia
che attraversa ogni continente,
da occidente ad oriente,
un soffio oltre corrente, oltre la mente.
C’è un soffio per ogni individuo,
naturale formula in colui che è Vivo
in colui che impara a volare,
ad Amare…
un soffio che si fa strada
che lentamente avanza…danza,
da sempre oltre ogni corpo,
oltre ogni legge o sostanza.

Nota biografica
“Francesco Augello, poeta, nato ad Agrigento nel 1973, andragogista con un forte background nella divulgazione informatica che sapientemente lega, da sempre, al mondo della tutela dei minori e delle disabilità. Esperto di pedagogia ad orientamento clinicogiuridico-tiflologico, interessato alle dinamiche socio-mediatiche, psico-sociali ed educative, in qualità di saggista collabora dal 2004 con diversi editori e riviste scientifiche. Uno studioso eclettico, stimolato dalla curiosità di sapere, contro una società affetta da una costante manipolazione dell’informazione e dalla “post-verità”, educato alla creatività, capace di mettere a servizio le sue
innumerevoli competenze/capacità e, cosa che lo contraddistingue, di trasmetterle con passione e professionalità.

Foto di copertina tratta dal web

6 thoughts on “I giovedì della poesia: “Come danza” di Francesco Augello

  1. Poesia molto intensa, sottile, ma soprattutto uno stile che cattura l’attenzione.

  2. Sono versi di una dolcezza unica, delicata che descrive la delicatezza della vita stessa, sempre appesa a quel soffio, e l’Autore tratteggia bene nei suoi versi quella “danza” che conduce ogni essere, ma che spesso smarrisce.
    Complimenti al Poeta.

  3. Poesia incantevole, è questo un verseggiare ricco di sentimenti mi avvicina alla poesia come non mai.

  4. Sapere che la poesia viaggia attraverso poeti che ancora possono essere chiamati tali, la rende eterna e sempre bella, al di là dello stile, perché quando la Poesia è tale non conosce Limiti e raggiunge tutti.

  5. Poesia che incanta per la sua capacità di evocare ed accompagnare chi legge in quella danza personale così come la descrive il poeta. Ho trovato questi versi pieni di amore e di delicatezza.
    Sicuramente fanno riflettere.
    Grazie al poeta.

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