
di Aurora Livi
Per decenni le donne italiane hanno lottato per ottenere diritti civili fondamentali: il voto, il divorzio, la libertà di scelta sul proprio corpo. Insomma, per decenni e ancora oggi, le donne italiane hanno combattuto, e ancora continuano a farlo, un patriarcato che le voleva, e le vorrebbe ancora, relegate in un ruolo subalterno e iniquo rispetto all’uomo. Pensiamo alla loro posizione in ambito professionale, magari hanno raggiunto l’indipendenza economica, ma non certo la parità salariale. Ovviamente, il patriarcato, tanto caro ad una certa parte politica e ai suoi rappresentanti attuali del governo, non si esplicita soltanto in ambito economico, come le donne italiane, purtroppo, ben sanno.
Dal divieto di gestire i propri beni alla parità formale
Fino alla riforma del diritto di famiglia del 1975, una donna sposata non poteva amministrare liberamente il patrimonio familiare, né aprire un’attività senza il consenso del marito. La parità giuridica è arrivata tardi, e ha richiesto anni per tradursi in autonomia reale.
Il lavoro: più istruite, meno pagate
Oggi le donne italiane sono mediamente più istruite degli uomini, ma:
- il gender pay gap resta tra i più alti d’Europa
- il tasso di occupazione femminile è ancora sotto la media UE
- molte carriere si interrompono o rallentano con la maternità
- il lavoro di cura non retribuito pesa soprattutto sulle donne
La parità formale non basta se non si accompagna a servizi, welfare e cultura del lavoro che permettano alle donne di non dover scegliere tra carriera e famiglia.
Imprenditoria femminile: creatività e ostacoli
Le imprese guidate da donne crescono, ma incontrano più difficoltà nell’accesso al credito e agli investimenti. Eppure, dove le donne guidano, spesso innovano: sostenibilità, servizi alla persona, digitale, cultura.
Pensioni e povertà: il conto arriva alla fine
La discontinuità lavorativa e i salari più bassi si traducono in pensioni più leggere. Le donne sono più esposte al rischio di povertà, soprattutto nella terza età.
Il futuro: parità salariale e condivisione del tempo
Le nuove norme sulla trasparenza salariale, i congedi parentali più equi e gli incentivi all’occupazione femminile sono passi avanti importanti. Ma la vera svolta arriverà quando il lavoro di cura sarà finalmente riconosciuto come responsabilità di entrambi i genitori e non solo delle donne.
La parità economica non è un traguardo simbolico: è la condizione che permette a ogni donna di essere davvero libera.




