
di Ivan Pozzoni
La linea di frattura della guerriglia culturale: sabotare la merce dall’interno
Nella genealogia del dissenso estetico-politico, la transizione dalle pratiche di Kommunikationsguerilla sviluppate negli anni Novanta dall’Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe fino all’insorgenza teorica del Kolektivne NSEAE (Nuova Socio/Etno/Antropologia Estetica) segna il passaggio da una resistenza tattica di sovversione mediale a un’offensiva ontologica e tardomodernista contro il sistema dell’arte. Se l’Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe – in sintonia con le sperimentazioni del nome multiplo Luther Blissett– privilegiava il détournement, la beffa e la manipolazione dei codici comunicativi per incrinare il monopolio simbolico del capitale, l’esperienza del Kolektivne NSEAE radicalizza questa spinta, trasformando il testo in uno strumento di hijacking sistemico e di riappropriazione comunitaria. Non si tratta soltanto di deridere il potere mediante la satira o la falsificazione documentale, ma di dichiarare la crisi della semantica lirica tradizionale per sostituirla con la ruvidezza del riot-text. Nei manuali dell’Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe emerge la necessità di sovvertire i codici dominanti attraverso pratiche di provocazione, disorientamento e inganno tattico. Oggi tale prospettiva può essere riletta anche alla luce delle riflessioni di Byung-Chul Han, Mark Fisher e Graham Harman sulla crisi della soggettività, del realismo capitalista e delle ontologie contemporanee. In questo solco, il manifesto del Kolektivne NSEAE sancisce una rottura definitiva: «La semantica è morta nel XX secolo. Il riot, verso sovversivo utilizzato ad Atene, a Bucarest, a Santiago, rifiuta la figura retorica e la metafora. L’analisi del testo comporta implicazioni, implicature, illocuzioni, deittica e perlocuzioni». In questa prospettiva, la parola cessa di essere un ornamento al servizio del mercato editoriale per farsi dispositivo prassico, conflitto e intervento sulla realtà
Dissezionare la sovversione: pragmatica, cognizione incarnata e sociologia della cultura
Per comprendere la portata di questa evoluzione estetica è utile leggere i due movimenti attraverso le categorie della critica letteraria contemporanea, della linguistica pragmatica, delle scienze cognitive e della sociologia della cultura.
Pragmatica del testo
Dal punto di vista della linguistica pragmatica, l’Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe interviene sulle presupposizioni e sulle implicature del discorso mediatico per produrre cortocircuiti cognitivi. Il Kolektivne NSEAE estende tale sabotaggio agli atti illocutori e perlocutori della poesia contemporanea. Rifiutando il lirismo consolatorio del verso tradizionale, il riot-text impiega la deissi in modo aggressivo e defamiliarizzante, alterando le consuete aspettative pragmatiche del lettore. Il testo non chiede di essere contemplato, ma prefigura un’azione, sottraendosi alle logiche del consumo estetico.
Cognizione incarnata
Sul piano della cognizione incarnata, la transizione verso il Kolektivne NSEAE coincide con il superamento dell’ironia distaccata a favore di un coinvolgimento corporeo del lettore. Alla luce delle teorie della embodied simulation e della embodied cognition, la sintassi frammentata, il lessico conflittuale e la continua frattura delle convenzioni linguistiche possono favorire una ricezione intensa e partecipativa, nella quale il linguaggio non viene percepito soltanto come sistema di segni, ma come esperienza vissuta.
Sociologia dell’arte
Sotto il profilo sociologico e politico, sia l’Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe sia il Kolektivne NSEAE denunciano la riduzione dell’arte a merce entro le dinamiche del capitalismo cognitivo. Tuttavia, mentre la guerriglia comunicativa degli anni Novanta operava prevalentemente all’interno dei media tradizionali, il Kolektivne NSEAE propone un hijacking politico rivolto ai meccanismi di legittimazione culturale. Attraverso categorie riconducibili all’interazionismo simbolico e all’etnometodologia, l’opera si configura come un thought experiment collettivo, nel quale l’antiegocentrismo e la dimensione comunitaria ridimensionano la centralità dell’autore individuale.
Dai trucchi mediali all’attacco sistemico: una sintesi
Aldilà delle categorie teoriche, la parabola che conduce dall’Autonome a.f.r.i.k.a. gruppe al Kolektivne NSEAE racconta la ricerca di strumenti sempre nuovi per sottrarsi ai processi di omologazione culturale. Negli anni Novanta la guerriglia della comunicazione utilizzava il falso comunicato stampa, il travestimento e la mistificazione per mostrare quanto fossero manipolabili i mezzi d’informazione. In un ecosistema oggi dominato dalle piattaforme digitali, dall’algoritmizzazione della visibilità e dall’esibizionismo individuale, quelle pratiche appaiono meno incisive. Il Kolektivne NSEAE raccoglie quella medesima tensione antagonista e la trasferisce direttamente sul linguaggio poetico, opponendosi a una scrittura percepita come autoreferenziale e pienamente integrata nei circuiti del consumo culturale. Secondo il Kolektivne NSEAE, l’arte non dovrebbe ridursi a oggetto ornamentale né a semplice contenuto destinato alla circolazione digitale, ma tornare a configurarsi come pratica collettiva di conflitto simbolico, capace di riattivare il senso critico, l’indignazione e l’immaginazione politica.




