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Guerra, capitalismo e libertà, mostra a Roma di Banksy

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Si tiene  a Roma fino al 4 settembre la mostra intitolata “Guerra, capitalismo e libertà” che vede come unico protagonista lo street artist di fama mondiale Banksy, con presenti più di 150 sue opere tra dipinti, stampe, stencil e sculture concesse da collezioni private.
Un fattore piuttosto insolito per uno street artist tant’è che gli organizzatori stessi della mostra hanno dichiarato che Banksy «non è associato né coinvolto in questa esposizione museale» e che nessuna delle opere è stata presa dai muri sui quali è stata originariamente realizzata.
La mostra si trova a Palazzo Cipolla ed è visibile da martedì a domenica dalle 11 alle 20 (eccetto nel mese d’Agosto che lo è dalle 16 alle 21).
Fattore più importante e che fa più riflettere è che la mostra am Palazzo Cipolla è a pagamento e il prezzo intero di un biglietto è di 12 euro. Un particolare non del tutto irrilevante dato che Banksy per primo si è sempre battuto perché la sua arte fosse aperta al pubblico e fosse completamente gratuita.
Non è la prima volta, infatti, in cui lo street artist è costretto a cancellare o a disconoscere alcune sue opere perché alcuni decidevano di lucrarci sopra.
Successe un caso simile all’artista italiano Blu che fu costretto a cancellare tutti i suoi lavori sparsi per Bologna per evitare che venissero esposti in una mostra che si sarebbe tenuta di lì a poco.
Il punto è che la street art nasce, come si deduce dal nome stesso, in strada e questo significa che chiunque dovrebbe poterla vedere gratuitamente, il semplice fatto di metterla in un museo a pagamento distrugge il concetto e l’ideologia stessa di quest’arte.

Lorenzo Toninelli

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