Consulenza in un Ufficio regionale di collocamento (immagine di archivio). Keystone / Christian Beutler
Dopo due anni di aumento della disoccupazione in Svizzera, il 2026 lascia presagire un’inversione di tendenza. Gli indicatori attuali mostrano una graduale ripresa e un sensibile miglioramento delle prospettive occupazionali.
La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) stima attualmente il tasso di disoccupazione al 3% (5% secondo le stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro), un dato che ricorda, per intensità, la crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, si legge su Watson, stanno emergendo segnali positivi per il mercato del lavoro elvetico.
La ragione principale è il miglioramento delle aspettative delle aziende che, attualmente, tendono a pianificare assunzioni invece che tagli al personale, con il settore edile che si distingue come motore della ripresa. Commercio al dettaglio e gastronomia, invece, faticano ancora a recuperare terreno.
Nel complesso, per il 2026 emerge un quadro di cauto ottimismo. L’economia svizzera sembra aver superato la fase più difficile, anche se le variazioni sono notevoli tra un settore e l’altro.
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