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Gli uomini di oggi, gli “umanoidi” di domani

La spersonalizzazione umana a causa del forte incremento tecnologico della comunicazione.

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di Ernesto Bodini
(giornalista e opinionista)

cellulariÈ quanto mai inverosimile, anzi, addirittura inconcepibile: da quando la tecnologia ha realizzato la telefonia mobile (ormai da oltre un ventennio), soprattutto in questi ultimi anni, il modo di relazionare è cambiato notevolmente. In molte circostanze il parlare “de visu” diventa sempre più difficile in quanto i messaggi Sms e tramite Whatsapp hanno preso il sopravvento. Per non parlare di Facebook, un moderno social network che offre l’opportunità di ampliare le amicizie, spesso tra persone che non si sono mai conosciute, e se queste le si vogliono contattare non si rendono disponibili… Allora cosa significa accettare una amicizia e condividerla se poi la relazione viene meno… perché di “fantasmi” si tratta? Questi mezzi di comunicazione ed altri ancora sono spesso occasione di narcisismo, esibizionismo, un voler primeggiare per esteriorità più che per un reale e costruttivo confronto. Purtroppo questo modo di comunicare rasenta, a mio avviso, una sorta di assurdo astrattismo relazionale tale da spersonalizzare una volta di più il rapporto umano. Una moda dell’era? Una evoluzione dei tempi? Richiamare l’importanza di conoscersi fisicamente, familiarizzare, stringersi la mano e magari costruire insieme un rapporto umano per crescere socialmente, culturalmente ed anche professionalmente fa parte di un passato (per lo meno in gran parte) che, si badi bene, non è mera nostalgia ma l’accusa di una carenza che sta impoverendo l’umanità. Io credo che il pioniere della telefonia Antonio Meucci (1808-1889), con la sua invenzione avesse nell’animo di avvicinare i popoli facilitando loro rapporti umani e commerciali e la possibilità di comunicare notizie di emergenza… sia pur includendo brevi messaggi di carattere affettivo; e mai avrebbe immaginato che la telefonia avrebbe preso un indirizzo, a dir poco, spersonalizzante…

umanoideLa società ha così perso quella gentile delicatezza (ieri galateo, oggi bon ton) di scrivere una lettera d’amore per una possibile conquista, una lettera di auguri e/o di congratulazioni, una lettera commerciale, una lettera di condoglianze, etc. E non a caso, io credo, assistiamo al proliferare di psicologi e psicoterapeuti che, a seconda della specifica competenza, sono consultati per “sanare” o “rinsaldare” ogni sorta di relazione umana… Ma l’irrazionalità del comportamento umano (che in questo caso diventa ipocrisia) va ancora oltre. Quando esisteva solo la telefonia fissa si comunicava il proprio numero di utenza, adesso che la popolazione (soprattutto italiana) possiede due-tre cellulari pro capite, non sempre rilascia il proprio numero di telefonia fissa ma solo quello del cellulare (magari con due o più sim). Con questa breve analisi non ho certo inteso atteggiarmi a sociologo tout court, ma più semplicemente destare l’attenzione su un fenomeno che tra non molto l’umanità pagherà a caro prezzo. Pessimismo? Forse, ma certo è che il raggiunto automatismo tecnologico applicato alla comunicazione sociale e/o istituzionale, identifica una società che fra qualche tempo sarà formata da “umanoidi” (vedi immagine) che comunicheranno tra loro premendo semplicemente un pulsante… posizionato su una parte del proprio corpo. E le prime avvisaglie già ci sono!

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