Lo status di Ginevra come centro di cooperazione mondiale è messo in discussione dai tagli statunitensi. Keystone / Salvatore Di Nolfi
Il rischio di perdere lo status che la caratterizza c’è, a causa dei tagli statunitensi.
Austria e Italia cercano di attrarre organizzazioni internazionali con sede a Ginevra, approfittando delle difficoltà della città, indebolita dai tagli drastici dell’amministrazione statunitense al sistema multilaterale mondiale.
“Sono molto attivi”, conferma Beatrice Ferrari, direttrice del Servizio delle relazioni internazionali del Cantone di Ginevra. L’Austria porta avanti da anni una “politica di sede” a favore di Vienna, dove l’ONU ha già una rappresentanza. L’Italia promuove Torino e Roma, dove l’Unicef ha trasferito 300 posti.
Anche l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) valuta di lasciare Ginevra per trasferirsi a Torino, dove il costo della vita è più basso. L’agenzia ONU a Ginevra affronta gravi problemi finanziari: 500 dei suoi 3’500 posti sono a rischio. In caso di trasferimento, l’OIL perderebbe oltre 2 milioni di franchi di sussidi annuali dalla Confederazione.
“Perderemo sicuramente altri posti di lavoro. È inevitabile”, avverte Ferrari. “Dobbiamo evitare che organizzazioni che potremmo trattenere se ne vadano”. Il Parlamento federale deve ancora pronunciarsi su un piano urgente da 270 milioni di franchi per sostenere la Ginevra internazionale.
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- L’articolo dei giornali del gruppo Tamedia (paywall)
Un articolo della RTS sul piano di sostegno alla Ginevra internazionale
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