L'hotel Intercontinental, sede degli incontri tra le delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti. Keystone / Cyril Zingaro
Ginevra è tornata oggi al centro della diplomazia internazionale, con colloqui di alto livello sulla guerra in Ucraina e sul programma nucleare iraniano.
Le discussioni tra le delegazioni di Kiev, Mosca e Washington si sviluppano sulla base di un piano statunitense svelato qualche mese fa, il quale prevede la possibilità di concessioni territoriali da parte ucraina in cambio di garanzie di sicurezza occidentali. Il nodo è in particolare la sorte del Donbass, grande regione industriale nell’est dell’ex Repubblica sovietica.
La questione iraniana invece si concentra sul raggiungimento di un accordo sui programmi missilistico e nucleare della Repubblica islamica. Teheran pretende un allentamento delle sanzioni economiche prima di fare concessioni. Washington, da parte sua, non ha escluso un intervento militare come opzione ultima qualora non si arrivi a un’intesa.
Queste importanti e delicate discussioni sono considerate da molti media come un successo della diplomazia elvetica e del consigliere federale Ignazio Cassis, che quest’anno ricopre anche la funzione di presidente dell’OSCE. Evidenziano inoltre l’importante ruolo che può ancora svolgere la Ginevra internazionale, recentemente messa in grande difficoltà dal ritiro statunitense da moltissime organizzazioni internazionali con sede nella città elvetica.
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